Il dolore
Casette e uffici abusivi Il Comune vince al Tar
Il sindaco Cerulli aveva fatto demolire i prefabbricati alla Feniglia e il Palombaro La giustizia amministrativa non ammette il ricorso per le biglietterie per le isole
PORTO SANTO STEFANO. Le casette della Feniglia, il Palombaro, le biglietterie sul piazzale Candi, l’edicola all’inizio di Corso Umberto, gli annessi agli scali d’alaggio, sono le strutture che il sindaco di Monte Argentario ha fatto demolire. L’elenco è stato pronunciato dallo stesso Cerulli dopo la sentenza definitiva pronunciata dal Tar che dà ragione al Comune, nella lite con un concessionario di un’area situata sul piazzale Candi nella quale era stato posizionato un prefabbricato ad uso di biglietteria per i traghetti diretti all’isola del Giglio. Per sommi capi la vicenda: lo scontro tra la pubblica amministrazione e il privato risale al momento in cui il sindaco revocò la concessione demaniale datata 2008 intestata all’agenzia marittima di Palombo Fabrizio. Assieme al prefabbricato il primo cittadino sloggiò anche quelli delle altre attività che si svolgevano su quell’area. Al loro posto un’aiuola con alcuni alberi. Il ricorso contro l’ordinanza comunale fu inoltrato al Tar nel 2011 ed altri motivi aggiunti il 15 ottobre del 2012. Dopo infinite diatribe si giunge al 10 del corrente mese di giugno quando ha luogo l’udienza pubblica. Dopo le motivazioni contenute in 7 pagine protocollo, la sentenza: «Il Tar definitivamente pronunciando, dichiara inammissibile il ricorso introduttivo al giudizio e respinge i motivi aggiunti. Pone le spese processuali a carico della parte ricorrente, liquidandole in favore all’amministrazione comunale in complessivi 3000 euro oltre agli accessori di legge, se dovuti». Questa la decisione nella camera di consiglio con l’intervento dei magistrati Maurizio Nicolosi, presidente; Rosalia Messina, Raffaello Gisondi. Ovvia la soddisfazione del sindaco che trae da queste sentenze, sostegno alla sua linea di condotta.
Renzo Wongher
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