Il Tirreno

Grosseto

Targhe clonate e trascrizioni errate: tante segnalazioni

di Francesca Gori
Targhe clonate e trascrizioni errate: tante segnalazioni

Multato il presidente di Cna per divieto di sosta a Napoli ma l’auto di sua moglie aveva viaggiato solo a Grosseto

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GROSSETO. Targhe clonate, errori nella compilazione dei verbali. Le segnalazioni, dopo il caso di Flavio Giolo, multato a Napoli per sosta in seconda fila dopo che la sua auto era stata messa sotto sequestro, si sono moltiplicate. E tra i tanti grossetani che hanno avuto a che fare con il Comune di Napoli c’è anche il direttore della Cna Renzo Alessandri che però è riuscito a dimostrare che l’auto di sua moglie, quel giorno, era a Grosseto. «Ci siamo riusciti però soltanto perché sull’auto è installato l’unibox - dice Alessandri - un sistema che funziona come una sorta di scatola nera che registra tutti i movimenti dell’auto». Se non fosse stato installato quel dispositivo sull’auto, il direttore di Cna non sarebbe mai riuscito a dimostrare che l’auto di sua moglie quel giorno era a Grosseto e non a Napoli. «Nel nostro caso non si è trattato di una targa clonata - spiega - ma di un mero errore materiale nella trascrizione della targa nel verbale. Però resta un fatto: chi sbaglia non paga e tocca sempre ai cittadini mettere mano al portafogli». Dimostrare che una targa è stata clonata comunque è possibile: spesso infatti lo stesso numero viene installato su auto di marca e colore differente.

«La mia auto è stata distrutta in un incidente nel 2004 - racconta Luciano Petrucci - e mi sono ritrovato l’anno dopo con una multa da pagare di 800». E ancora: «A mio marito è arrivata una multa per un motorino da Napoli - dice Gabriella Ciobanu - ma non abbiamo mai avuto un motorino». Casi che dimostrano come qualche volta per un errore vengono chiesti soldi ai cittadini che non devono pagare.

Va meglio quando la multa viene elevata perché qualcuno è stato pizzicato a commettere infrazioni al codice della strada attraverso i sistemi di rilevazione automatica. Attraverso l’autovelox, ad esempio, o il passaggio sotto le telecamere di videosorveglianza delle ztl in città. In quel caso infatti viene scattata una fotografia, e se la targa è stata clonata basta dimostrare di avere un’auto di marca o colore differente e il ricorso per l’annullamento della sanzione è facile da ottenere.

A Grosseto di segnalazioni di questo tipo ne sono arrivate, nel corso dell’anno, alcune anche al comando della polizia municipale. L’unica arma che i cittadini hanno per difendersi è la denuncia che può essere presentata alle forze dell’ordine, soprattutto se chi riceve la multa sospetta che la targa della sua auto sia stata clonata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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