Il Tirreno

Grosseto

Lavori alla stazione, piani da rivedere

Lavori alla stazione, piani da rivedere

Pochi commercianti all’incontro con gli assessori. Monaci: alcuni aggiustamenti e si parte

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GROSSETO. Partiranno tra qualche giorno i lavori previsti dal Comune in zona stazione. Si tratta d’interventi a corredo della riqualificazione dell’intera piazza Marconi, già avviata da tempo. Opere messe nero su bianco nell’ordinanza dirigenziale 390 del 20 maggio scorso.

Dal 26 maggio scorso al 1° settembre doveva essere rivoluzionato tutto il traffico tra via Mameli e via Matteotti: sensi unici stravolti, divieti di sosta, deviazioni al traffico di bus e mezzi pesanti (l’atto è disponibile sul sito web del Comune). Ma qualcosa è andato storto. «Ci sono stati alcuni problemi per permettere il libero accesso alle attività commerciali e ai residenti», aveva detto, dopo qualche giornata d’incertezza, il sindaco Emilio Bonifazi. E ieri, durante una riunione tra intimi, con quattro commercianti (di numero) l’assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Monaci e il collega di giunta, Paolo Borghi (bilancio) hanno dato qualche spiegazione e rassicurato chi fa impresa.

Teatro della chiacchierata la saletta del dopolavoro ferroviario. «Abbiamo dovuto rivedere una parte del progetto e – spiega Monaci – spostare la localizzazione della nuova rotatoria tra piazza Marconi e via Mameli. Ma nei prossimi giorni tutto procederà come previsto dall’ordinanza». A creare ancor più confusione hanno contribuito pure gli uffici comunali: un bar della zona, dopo aver avviato le richieste del caso, ha ottenuto il permesso per occupare il suolo pubblico. Pochi metri quadrati di marciapiede, ma senza qualche ritocco al progetto quella parte di strada rischiava di finire ingarbugliata nei lavori.

Ma ieri si è parlato anche di altro. Al centro della discussione sono finiti i tanti ex della città. Borghi qualche risposta l’ha data, su altre ha glissato. Dall’ex orfanotrofio Garibaldi, («ideale sarebbe farci appartamenti per giovani coppie, ma i soldi...»), al regio spedale di via Mazzini: «La soprintendente ci ha confermato che non esistono vincoli, può essere demolito». Resta l’incognita su palazzo Mensini: «Il cofinanziamento che chiediamo all’Ente cassa di risparmio di Firenze è di circa 150mila euro. Ma sulla destinazione d’uso vedremo».

«Lì potrebbe tornare la biblioteca, così come potrebbero arrivare gli uffici comunali o altro. Vedremo», chiosa Monaci.

Maurizio Bernardini

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