Il Tirreno

Grosseto

Tirano bottiglie di birra a una donna sul terrazzo

di Francesca Gori
Tirano bottiglie di birra a una donna sul terrazzo

Il palazzo del Poggio di Roselle ostaggio di un gruppo di ragazzini «È andato il portiere a protestare e volevano picchiarlo, siamo esasperati»

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ROSELLE. Giulia è la mamma di una ragazzina di quattordici anni disabile che abita al Poggio. Si è rivolta a tutti quelli che sperava le potessero dare una mano, per fermare un gruppo di ragazzini che ormai tengono in ostaggio le famiglie che abitano nei palazzi di via del Molino Vecchio con continui atti vandalici. Ieri l’ennesimo: sono passati sotto al terrazzo dove abita la donna con i suoi due figli e un nipotino e le hanno gettato contro una bottiglia piena di birra. «Per un pelo non mi hanno presa in faccia - dice - ho avuto paura, come spesso succede quando sono a casa. Ho gridato loro di smetterla, ma hanno continuato». Il lancio delle bottiglie, ieri, non si è fermato quando Giulia ha protestato. Poi è scesa ed è andata dal portiere a chiedere anche il suo intervento. «Ha raggiunto quei ragazzi - racconta ancora Giulia - ma c’è mancato poco che lo picchiassero. Non siamo più padroni di vivere tranquillamente qui, siamo nelle loro mani. Ho raccontato quello che succede ai servizi sociali e al Comune ma non è mai intervenuto nessuno». La rabbia di Giulia è la sua paura. Paura per i suoi figli e per il suo nipotino. «Anche l’altra notte - dice - hanno tirato dei petardi sul mio terrazzo e il piccolino si è svegliato urlando, l’altra mia figlia si è sentita male. Non possiamo andare avanti così». Ieri, quelle bottiglie di birra piene lanciate contro il terrazzo avrebbero potuto farle male. «Per non parlare poi degli altri danni che subiamo ogni giorni - spiega - la scorsa settimana ho trovato il lunotto della macchina spaccato. Sono sola a lavorare a mandare avanti la mia famiglia, non posso anche vivere costantemente con la preoccupazione che possa succedere qualcosa ai miei figli o al mio nipotino».

Ostaggio di ragazzini, di vandali. Vivono così alcune famiglie che abitano in via del Molino Vecchio a Roselle. Persone che non possono permettersi di prendere un appartamento a prezzi di mercato e che quindi sono costrette a vivere in quelle case che sembrano essere diventate terra di nessuno. «Sono stata costretta a rivolgermi ancora una volta al portiere - spiega - e anche lui mi ha detto che spesso trova birre spaccate per terra e altri atti di vandalismo qui intorno al palazzo. Il fatto che questi ragazzi vivano praticamente per strada però non è una giustificazione per quello che fanno. Ieri sul terrazzo poteva esserci un bambino e quella bottiglia lanciata in quel modo, avrebbe potuto davvero far del male a qualcuno. Per fortuna mi sono scansata, ma questi sono atti gravi e qualcuno deve intervenire prima che succeda qualcosa di irreparabile». Il portiere ieri ci ha provato e anche Giulia si è messa a gridare dal terrazzo per difendere la sua libertà di stare affacciata, di non doversi chiudere in casa. Libertà che vorrebbe avessero anche i suoi figli, terrorizzati da un gruppo di ragazzini che al Poggio sembrano ormai essere diventati i padroni della vita degli altri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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