Il Tirreno

Grosseto

Incendio vicino alle fabbriche chimiche

di Alfredo Faetti
Incendio vicino alle fabbriche chimiche

Pomeriggio di paura al Casone, le fiamme si sono propagate per circa dieci ettari fra campi di grano e sterpaglie

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SCARLINO. Ieri pomeriggio intorno alle due e mezzo. C’è solo l’odore acre del fumo e una lunga striscia nera che taglia a metà un campo di grano, come una ditata di pece su una lastra dorata. I soccorritori intervenuti sul posto azzardano le prime stime: «a occhio e croce, saranno dieci ettari». E ci azzeccano.

Le fiamme hanno spazzato via una buona fetta del campo di grano e zone di sterpaglie che dividono le aziende del Casone da quelle della Botte. Un incendio pauroso, per la grandezza e soprattutto per il vento, che lo ha aiutato ad espandersi. Ai vigili del fuoco, arrivati con tre squadre, sono servite due ore per avere ragione anche gli ultimi focolai. I danni alla fine sono abbastanza lievi, ma lo spavento a Scarlino non è mancato. Vista anche una macabra coincidenza. Esattamente otto anni fa, sempre alla Botte, le fiamme spazzarono via l’azienda Agrideco: un incendio che costò la vita a un operaio e che portò alla luce un giro malavitoso di rifiuti che riguardava tutta Italia.

Ma con l’incendio di ieri ha poco a che fare, non fosse per la data. Le cause del rogo di ieri pomeriggio sarebbero da imputare a un incidente, almeno secondo i primi rilievi fatti dai vigili del fuoco. Quella è un’area sconfinata, di proprietà di quella che fu la Syndial, ricoperta di sterpaglie e grano che nessuno coltiva. Se aggiungiamo la temperatura torrida, il terreno surriscaldato e il vento che soffiava ieri, ecco che basta una sigaretta accesa gettata incuranti dal finestrino per scatenare un inferno.

Le fiamme hanno fatto la loro apparizione poco dopo mezzogiorno, non distanti in linea d’aria dalla Tioxide. Da lì il vento le ha accompagnate sempre più vicina alle aziende della Botte, ai confini con la Dytech. Sono state proprio queste aziende a dare l’allarme vedendo il fuoco prendere sempre più campo. Uno dei capannoni è stato anche attaccato dall’incendio, riportando qualche danno sulla facciata.

Ora le fiamme fanno davvero paura. Alle squadre dei vigili del fuoco di Follonica se ne aggiunge una arrivata da Grosseto e in tutto sono diciassette gli uomini impegnati a combattere il rogo, mentre la polizia municipale sta attenta a veicolare il traffico. Perché non c’è soltanto il fuoco in sé a spaventare, ma anche la sua pericolosa vicinanza alle aziende chimiche. Le pompe d’acqua e l’impegno dei vigili però alla fine ha la meglio e intorno alle due ci sono da spegnere soltanto piccoli focolai sparsi qua e là. Subito dopo scattano le operazioni di bonifica e i rilievi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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