Sicurezza
Ex Chelliana, restauro tra le incognite
La giunta approva il progetto per riqualificare il pian terreno: cantiere al via in autunno, ma non è chiaro che ci verrà fatto
GROSSETO. La giunta approva il progetto per riqualificare il piano terra di palazzo Mensini, ma chiede una mano all’Ente cassa di risparmio di Firenze. Pochi i quattrini che il Comune può investire per affrontare i lavori nell’ex sede della biblioteca Chelliana. Serve, dunque, un cofinanziamento.
Il progetto complessivo si aggira sui 780mila euro e prevede la ristrutturazione del piano terra del Mensini. Soldi che vanno ad aggiungersi ai 345mila euro già stanziati dall’amministrazione per recuperare copertura e solai dell’edificio. Quest’ultima procedura, spiega il Comune, è già in corso. E i lavori «saranno avviati in autunno».
«Con questo progetto – spiega l’assessore ai lavori pubblici Giuseppe Monaci – viene imboccata la strada del ripristino dello storico palazzo. Una scommessa che il mio ufficio non ha mai abbandonato, con l’obiettivo di riportare all’uso pubblico la parte più bella e monumentale dell’edificio» di «circa mille metri quadrati».
Il cofinanziamento? «È un’opportunità da perseguire anche se, sono convinto, riusciremo a realizzarlo anche con le nostre risorse».
Insomma, in Comune pare che qualcuno abbia sciolto i cordoni della borsa. «I piani superiori, essenzialmente per pavimentazione, intonaci e impianti, potranno essere realizzati in stralci successivi, senza inficiare l’uso del piano terra».
Sulla stessa linea la collega di giunta, Giovanna Stellini (cultura): «Possiamo cominciare a ragionare di nuovo su quest’importante immobile di grande valore architettonico, che deve ritrovare una sua funzione pubblica a servizio della città e sul quale fino a oggi non eravamo riusciti a intervenire per ragioni economiche. Il progetto s’inserisce in un ampio piano di riqualificazione del centro che il Comune ha messo in piedi negli ultimi mesi e che riguarda, tra gli altri, l’edificio delle Clarisse, il museo archeologico, il Cassero».
Resta l’incognita sulla dimensione di un eventuale appoggio da parte dell’ente bancario: quanti denari servirebbero per rendere operativo nel più breve tempo possibile il progetto? E con quali soldi verranno finanziati gli altri stralci? Ma questi non sono gli interrogativi più ingombranti.
La nota diffusa dal Comune non chiarisce quale sarà la destinazione d’uso del Mensini rimesso a nuovo. Lì tornerà la biblioteca Chelliana? Avere un’idea – e renderla pubblica una volta per tutte – male non farebbe.
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