La manifestazione
«Soldi per far vivere mio padre»
L’anziano è malato da tempo, la figlia chiede un aiuto
PAGANICO. «Non mi arrendo all’idea che mio padre non possa più essere curato per mancanza di soldi. Ho bisogno di un aiuto economico urgente. Sono disperata». In queste tre frasi è contenuto il dramma di una donna di Paganico, la signora Paola Macioce, che raggiungiamo al telefono mentre si trova a Milano. Il padre Benito, 78 anni, dipendente dell’Aeronautica in pensione, è in cura all’Istituto nazionale dei tumori ma il suo calvario con la malattia è iniziato più di dieci anni fa. «Nel 2003 gli è stato diagnosticato un cancro maligno alla vescica – spiega la Paola – È stato operato e ha seguito tutte le cure del caso, quelle da protocollo ospedaliero e dal 2004 anche costose cure alternative che non sono rimborsate dal servizio sanitario nazionale e che hanno impedito le recidive. Poi purtroppo sono successe varie disgrazie in famiglia, tutte concentrate nello stesso periodo, per cui mio padre è stato costretto a rinunciare a quelle cure nel 2009». Così due anni fa la malattia si è rifatta viva in modo ancora più aggressivo. «Ho perso mio marito che è rimasto tetraplegico a seguito di un gravissimo incidente e dopo un anno di patimenti è morto. Io stessa ho avuto un incidente stradale e sono disoccupata da anni», spiega Paola, la cui vita è ormai legata all’assistenza del padre che sta sempre peggio. «All’Istituto dei tumori, che per fortuna ci ha dato una casa dove stare a Milano – spiega Paola – ormai gli fanno solo le cure palliative e le costosissime cure alternative da semplice integrazione sono diventate fondamentali per la sua possibilità di sopravvivere e superare questa fase acuta. Purtroppo io non posso più chiedere prestiti e ho urgente bisogno di soldi. Non posso pensare di perdere mio padre solo per un problema economico». La signora si è già rivolta ad associazioni come la Misericordia di Paganico e La Farfalla di Grosseto che hanno avviato proprie raccolte fondi ma vuole lanciare un appello tramite il giornale a chi vorrà aiutarla. Privati o associazioni che volessero sostenere la sua battaglia possono contattarla direttamente al 347/8834240. Sara Landi
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