Sicurezza
Rama cambia “autista” tra dubbi e veleni
Il 30 giugno un’assemblea decisiva: Marco Simiani uscirà di scena, per il suo successore lo spettro di un buco da 9 milioni
GROSSETO. Sono giornate cruciali per il futuro di Rama. Da un lato la politica sta componendo il nuovo consiglio di amministrazione; dall’altro è stata fissata al 30 giugno, in prima convocazione, l’assemblea dei soci.
Su questi passaggi però si registra il disagio del socio pubblico di maggioranza _ il Comune di Grosseto _ che ha appena ricevuto la bozza di bilancio della società da cui emerge un indebitamento vicino ai 9 milioni di euro (con interessi passivi al 7 per cento).
Lunedì pomeriggio c’è stata una riunione per trovare la quadra sui nomi e per segnare il cammino che dovrà portare Rama _ ormai a tutti gli effetti un contenitore di debiti, immobili e partecipazioni azionarie _ fuori da una situazione di incertezza (nei rapporti con le banche e con i soci) che si protrae da oltre cinque anni.
Simiani esce di scena. Uscirà di scena il presidente Marco Simiani, in carica dal 2007. Il suo posto dovrebbe prenderlo un tecnico.
Lombardi favorito. Si parla dell’avvocato Romano Lombardi, per anni al vertice della Grosseto Parcheggi. Il nome di Lombardi circola da un paio di settimane e in queste ore si starebbe completando un faticoso allineamento tutto interno al Partito democratico. Gli altri due membri del consiglio di amministrazione saranno espressi dalla zona sud (al momento non ci sono indiscrezioni) e dal comprensorio metallifero (si dà per scontata la conferma del massetano Flavio Zazzeri).
Il “no” di Bartalucci. Andrea Bartalucci, che poteva rappresentare la sintesi tra le componenti interne al Pd grossetano, dopo lunga riflessione, ha deciso di non accettare l’investitura. Il padre Giuliano, trent’ anni fa, era stato presidente della stessa società di trasporti.
Ipotesi alternative. Una teorica alternativa a Lombardi resta l'ex assessore comunale Daniele Capperucci. Outsider della partita un altro avvocato: Christian Sensi.
Siena e Arezzo osservano. Intanto le beghe politiche che condizionano gli avvicendamenti al vertice di Rama trovano eco anche a Siena e ad Arezzo, dove risiedono gli altri soci di Tiemme e dove si guarda con preoccupazione alla successione di Simiani.
«Tiemme non ha colpe». Il presidente Massimo Roncucci in questi giorni sta seguendo l’evoluzione dei tavoli politici grossetani e dei passaggi amministrativi in corso.
Tiemme spera più di ogni altro nel salvataggio di Rama, ma qualora le cose in Maremma si mettessero male non si escludono azioni clamorose.
«Respingiamo da subito _ spiega Roncucci al telefono - ogni tentativo di addossare a Tiemme colpe che non ha. Non si cerchi il capro espiatorio e attenzione a come si conduce il dibattito. È un momento delicato in cui tutti dobbiamo essere costruttivi...».
Un debito “bollente”. Il problema, pare di capire, è che nessuno vuole restare con il cerino in mano, nessuno cioè è disposto ad assumersi la corresponsabilità della maturazione di un debito enorme.
Il rimpallo delle responsabilità. A chi sostiene che i soci e la politica sono stati quanto meno distratti, il Comune di Grosseto replica che fino a pochi mesi fa gli amministratori in carica minimizzavano il rosso e tuttora non forniscono tutte le carte richieste. Rama, dal canto suo, evidenzia che i Comuni non hanno mai mantenuto l’impegno _ assunto quattro anni fa _ di ricomprare le quote loro spettanti, circa un milione e duecentomila euro. Poi ci sono le operazioni sbagliate, come le acquisizioni al Giglio. E anche qui trovare il padre putativo non è semplice.
L’avvocato Lombardi - se sarà lui il prescelto per condurre il risanamento di Rama - dovrà muoversi con estrema cautela tra banche sfiduciate, soci divisi (a volte perfino litigiosi), un patrimonio importante ma tutto da valorizzare e alienare. E poi i rapporti con gli altri partner di Tiemme, che fanno fatica a capire il caso Grosseto, «a causa dei troppi interlocutori in campo».
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