Il dolore
La questura dice addio a don Mimì
GROSSETO. Don Mimì, come lo chiamavano gli amici, ha chiuso gli occhi per l'ultima volta. Domenico Botti, ex funzionario della Questura di Grosseto ma che aveva chiuso la carriera in polizia sedendo...
GROSSETO. Don Mimì, come lo chiamavano gli amici, ha chiuso gli occhi per l'ultima volta. Domenico Botti, ex funzionario della Questura di Grosseto ma che aveva chiuso la carriera in polizia sedendo sulla poltrona di questore di Massa Carrara, è morto all'ospedale Misericordia Grosseto, dove era stato ricoverato per le complicazioni seguite a un intervento chirurgico. Aveva 83 anni. Era nato ad Agropoli, in provincia di Salerno, ed era giunto giovanissimo a Grosseto, dove aveva diretto la divisione amministrativa. Era rimasto per venti e più anni in Maremma e qui era nata sua figlia, Maria Stella, farmacista, dal matrimonio con la signora Grazia. Poi la carriera lo aveva portato in Veneto, una volta promosso vicequestore, e infine a Massa, dove aveva diretto la Questura prima di andare in pensione, a metà degli anni Novanta. E a Grosseto era tornato al termine della sua attività lavorativa. Nel 2002, il prefetto Giuseppina Di Rosa lo aveva insignito della onorificenza di commendatore al merito della Repubblica. La salute non gli aveva consentito di vivere serenamente gli ultimi anni ma a Botti non era mai mancato, per salutare gli amici, quel sorriso tanto ironico quanto bonario che lui adoperava per confrontarsi con il mondo. Il rito funebre sarà celebrato domani (mercoledì 25) alle 15 nella chiesa dell'Addolorata, fino ad allora la salma sarà composta all'obitorio del Misericordia perché familiari e amici possano dare a Domenico l'ultimo saluto. A Grazia e Maria Stella le condoglianze degli ex colleghi, che ne avevano apprezzato le capacità sul lavoro, nonché della nostra redazione.
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