Il Tirreno

Grosseto

«La giunta è frutto dei diktat dei partiti»

Il capogruppo del centrodestra, Baldi, sferra il primo attacco alla nuova amministrazione

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FOLLONICA. Una giunta debole e frutto della peggiore politica. Non poteva mancare il commento sul nuovo governo locale da parte di chi fino all'8 giugno ha tentato di convincere i follonichesi a non rinnovare la fiducia al centrosinistra. E più che un commento è una critica, e neppure velata, anzi. Daniele Baldi, tornato al suo impiego all'Asl 9 di Grosseto, dopo le dimissioni dai vertici dell'azienda sanitaria napoletana, comincia così il suo impegno nei banchi dell'opposizione.

«L’amministrazione Benini debutta nel peggiore dei modi – commenta il capogruppo del centrodestra – Il nuovo sindaco di Follonica ha avuto bisogno di due settimane di tempo per formare la sua squadra di assessori e il risultato dimostra che la nostra città ha una guida debole, ostaggio delle pretese dei partiti e di conseguenza tutt’altro che al servizio dei cittadini. Altro che cambiamento: è l’esaltazione della peggiore politica. Queste due settimane gli sono state necessarie solo ad aggiustare tutte le pedine, a far quadrare i conti, a calibrare il bilancino: l’obiettivo che ha raggiunto è solo quello di accontentare le pretese degli alleati, pronti a far saltare il banco se la composizione della giunta non avesse rispettato i loro diktat».

Il capogruppo sostiene di non aver niente da dire sulle qualità personali dei neo assessori, ma riflette sull'esclusione all'ultimo momento di Donatella Rapezzi, membro della precedente giunta con deleghe al patrimonio e al bilancio. «A proposito di diktat – continua Baldi – è impossibile non rilevare come sia emblematica l’esclusione dalla giunta di Rapezzi per far posto a Aloisi: una pura manovra di partito che ha avuto l’effetto di escludere dall’esecutivo il solo assessore uscente che forse avrebbe meritato la conferma. E che dire degli altri? Alla fine, tutto si riduce a una conta delle poltrone: due assessori del Pd (Pecorini e Giorgieri), un assessore tecnico ma comunque riconducibile al Pd (l’architetto Catalani), un socialista (Aloisi) e un esponente della lista civica Gente di Follonica (Massimo Baldi). E l’attenzione alle competenze? E le capacità necessarie a seguire le deleghe assegnate? Per dimostrare il cambio di rotta rispetto alla fallimentare amministrazione uscente non basta presentare cinque nomi nuovi. Sì, le scelte e soprattutto il metodo di Andrea Benini dimostrano, purtroppo, che Follonica ha un sindaco debole. E ha perso l’occasione di un vero cambiamento».

Paola Villani

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