Gioco
Cattivi odori in zona Cassarello sotto accusa gli scarichi impropri
Acquedotto del Fiora esclude che il fenomeno sia causato dal depuratore di Campo Cangino Invito ai residenti a controllare la correttezza dei collettori di smaltimento delle loro case
FOLLONICA. Depuratore di Campo Cangino, collettamento dei liquami e falda acquifera della piana di Scarlino, temi caldi sui quali fanno il punto i vertici dell’Acquedotto del Fiora.
Per quanto riguarda la questione dei cattivi odori nella zona di Cassarello, nel comune di Follonica, il gestore del servizio idrico integrato concorda con Arpat che essi non sono imputabili al depuratore di Campo Cangino. «La nota di Arpat pubblicata sulla stampa negli ultimi giorni – sottolineano dall’Acquedotto del Fiora – dopo aver escluso gli impianti industriali quali possibili causa degli stessi, afferma che "il contesto locale non offre altre potenziali sorgenti emissive conosciute di idrogeno solforato, vi sono così le condizioni per ipotizzare, quale potenziale sorgente emissiva dei disagi olfattivi registrati in via Madre Teresa di Calcutta, le infrastrutture adibite al collettamento dei liquami poste nelle vicinanze della zona oggetto di indagine". Quindi – affermano dal Fiora – è necessario concentrare l'attenzione sulle infrastrutture di collettamento che registrano il loro massimo esercizio proprio nei periodi estivi e soprattutto sulla possibile presenza di scarichi di acque nere impropriamente allacciati ai collettori di acque piovane».
Acquedotto del Fiora chiede quindi la collaborazione di tutti i cittadini che sono proprietari di abitazioni nella zona di Cassarello per verificare se i loro scarichi siano collegati correttamente alla rete fognaria nera o mista e non alla fognatura delle acque bianche, cioè piovane. «Per avere informazioni sulle azioni di verifica da effettuare a tale scopo – spiega una nota dell’Acquedotto del Fiora – è possibile contattare il call center aziendale nella fascia oraria 8-18, chiamando il numero verde 800 887755, oppure il numero 199 114407 per chi chiama da telefono cellulare».
Acquedotto del Fiora precisa inoltre che le problematiche di balneabilità dei giorni scorsi nella zona della Gora «non possono essere imputate al depuratore di Campo Cangino che scarica nel Canale Solmine la cui foce dista oltre 3 chilometri dalla foce della Gora». «Quindi – si legge ancora nella nota dell’Acquedotto del Fiora – i fenomeni suddetti sono più da imputarsi a scarichi impropri che potrebbero essere allacciati nel fiume Petraia, immissario della Gora. Anche in questo caso sarebbe utile un intervento di verifica dei propri allacci da parte dei cittadini residenti in quella zona, che per informazioni possono rivolgersi al call center di Acquedotto del Fiora».
Infine, per quanto riguarda la problematica della falda acquifera della piana di Scarlino, secondo l’Acquedotto del Fiora «non ci sono elementi di novità rispetto al quadro accertato nel 2013, che viene confermato anche dalle misure effettuate nel 2014: nei 10 pozzi che il gestore ha in carico in quell'area, 8 presentano percentuali di arsenico abbondantemente al di sotto del limite dei 10 microgrammi litro, in quello in cui viene superata tale soglia è attivo l'impianto per l'abbattimento dell'arsenico, mentre in quello che presenta storicamente una misura oscillante al di sotto del limite minimo consentito ma talvolta a ridosso dello stesso, le rilevazioni del 2014 registrano concentrazioni di arsenico in discesa rispetto ai dati del 2013».
«Acquedotto del Fiora – conclude la nota – rassicura quindi ancora una volta i cittadini sulla qualità dell'acqua erogata che, come accade su tutto l'ambito servito, è monitorata con analisi eseguite frequentemente su vari punti del territorio: tali analisi confermano che il contenuto di arsenico nell'acqua erogata è molto più basso rispetto al limite fissato dalla legge, limite che non è mai stato superato in alcun campionamento eseguito».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google