Italia
Telefoni ko per la frana Giannutri resta isolata
L’antica cisterna crollata a metà giugno ha travolto e messo fuori uso il ripetitore Non funzionano i cellulari né l’unico numero fisso. Oggi arrivano i tecnici Telecom
ISOLA DI GIANNUTRI. Da quando un movimento franoso ha interessato una settimana fa la cisterna romana di Monte Mario, a Giannutri, l’isola è piombata nel black out telefonico.
Né i telefoni cellulari dei giannutrini, né l’unica utenza fissa (intestata però a un consorzio di più persone) hanno più funzionato. «Siamo isolati», borbottano gli abitanti, costretti a fare i conti con l’ennesimo guaio che affligge un’isola già di per sé sfortunata.
Sul Monte Mario si trova il serbatoio dell’acqua che da sempre alimenta Giannutri e qui sorge pure l’antenna di Telecom Italia che mette in collegamento l’isola col resto del mondo. Permette il funzionamento dei cellulari e dell’utenza fissa a chi abita sull’isola, ci lavora o viene in vacanza. Per la cronaca, si è consumato i mesi scorsi un braccio di ferro tra gli isolani assemblati in consorzio e il Comune gigliese; oggetto, la produzione di energia elettrica che, da sempre mancante come “servizio pubblico”, è sempre stata in carico al consorzio di condomini giannutrini, che non è più riuscito a sobbarcarsi le spese e ha interrotto il servizio. A fine 2013, l’isola ha rischiato un black out elettrico che avrebbe potuto perpetuarsi a lungo, ma che si è poi risolto con la fine del “duello” di competenze tra isolani e Comuni. Ma ora, dopo 6 mesi, riecco un altro black out, stavolta dovuto a una frana che ha messo ko l’isola. Giuseppe Ferrante è preoccupato: «Qui se c’è un’emergenza e bisogna chiamare i soccorsi, è un disastro: siamo soli, rischiamo la tragedia».
Ieri abbiamo chiesto spiegazioni urgenti a Telecom, a Roma, che si è attivata e ha spiegato quanto segue. «In seguito al crollo di una cisterna romana a Monte Mario, dovuto al maltempo intorno al 15 giugno, il ripetitore di telefonia mobile dell’isola è rimasto danneggiato; in conseguenza sono attualmente disserviti tutti i cellulari. Per il ripristino è necessario anzitutto ottenere i permessi dall’Ente Parco - in questo senso Telecom Italia ha già allertato il prefetto di Grosseto e il sindaco del Giglio. Non appena autorizzati, per la realizzazione di un impianto provvisorio a Telecom Italia - meteo permettendo - possono essere sufficienti 48 ore». Tempi diversi, prosegue Telecom, «sono previsti per la realizzazione di un impianto definitivo, che prevede la necessità di ricostruire un’adeguata struttura in muratura. Da oggi è fuori servizio anche l’unico numero fisso presente sull’isola: si tratta di un numero di telefonia pubblica, attestato sulla centrale di Capalbio attraverso un ponte radio monocanale. Su tale numero già domattina (oggi) i tecnici di Telecom Italia saranno sul primo traghetto per un intervento mirato, con risoluzione prevista presumibilmente in giornata».
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