La manifestazione
«Cinelli ci ha traditi: si dimetta»
Maurizio Gonnelli, consigliere di Magliano oggi, chiede di invalidare il voto
MAGLIANO. Si è sentito tradito. Lui, che ci aveva «messo la faccia» andando a bussare ad ogni podere per presentare la sua «civica senza partiti», che aveva scelto Diego Cinelli tra altri candidati, che è stato «quello che ha fatto conoscere Felicioni a Cinelli». Lui che voleva una lista solo civica, e che si è ritrovato, senza volerlo, in una formazione politica.
Per questo ieri Maurizio Gonnelli, consigliere di Magliano Oggi, ha chiesto le dimissioni del neosindaco e suo capolista Diego Cinelli. In una lettera a doppia intestazione “Grosseto oggi” e “Magliano oggi”, si è rivolto al primo cittadino per chiedere ufficialmente di convocare un consiglio comunale straordinario. Il motivo ha l’effetto di una bomba nel paese che ha appena finito di riporre le urne.
Gonnelli chiede che il consiglio discuta «l’appartenenza politica» di Magliano oggi «della giunta e di tutti i consiglieri eletti con la civica Magliano oggi». E, se verrà confermato che dietro a questa vittoria ci sono Fratelli d’Italia, Udc, Pd, Ncd, Lega, chiede che «vengano invalidate le elezioni. «Voglio che le cose siano fatte non solo alla luce del sole ma anche a quella della luna. Voglio spiegazioni», dice Gonnelli.
La polemica a Magliano è esplosa il giorno dopo le elezioni, quando Massimo Felicioni, consigliere nel capoluogo per Grosseto oggi, ringraziò pubblicamente il vicesindaco pd, Paolo Borghi, per l’appoggio nella vittoria di Cinelli. La cosa creò qualche imbarazzo, un po’ perché la lista era ufficialmente “civica”, un po’ perché, delle due, l’orientamento di Felicioni è a destra. Nei giorni scorsi, colpo di scena: Fratelli d’Italia dichiara la sua «vittoria politica» a Magliano. E Gonnelli non c’ha visto più.
«Conosco Felicioni da 20 anni – si sfoga Gonnelli – quando eravamo consiglieri al Parco. Ho aderito al suo progetto perché a Magliano serviva un cambiamento. Sapevo che è di centrodestra ma contavo sul fatto che la sua fosse una lista civica, apolitica. E così ho fatto nascere, io, Magliano oggi su quel modello».
Era il giugno del 2013. Gonnelli sceglie Cinelli tra alcuni potenziali candidati. «Non ci sono statuti che dicono che i partiti dovevano star fuori – spiega – ma, quando dai la parola, è la tua parola. Abbiamo fatto un programma e andava rispettato. Questi partiti non si sono mai sentiti prima, sono spuntati all’improvviso la sera dell’insediamento». Ora per Gonneli è arrivato il momento della verità. Ma gli altri consiglieri di Magliano oggi, gli unici che, votando contro, possono far cadere il sindaco, che ne pensano? «Non lo so, nessuno ha detto niente finora. E questo mi dà da pensare».
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