Il Tirreno

Grosseto

Una fiaccolata per salvare Principina

Una fiaccolata per salvare Principina

Il taglio dei pini malati procede, ma gli alberi crollano ancora e c’è malumore. Gli abitanti pensano a una protesta eclatante

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PRINCIPINA A MARE. Giornata campale, ieri, a Principina a mare dove il taglio dei pini da parte del Comune di Grosseto procede tra mugugni e polemiche. A parte i ritardi rispetto ai tempi annunciati (l’operazione doveva partire ad aprile e non certo ora a stagione avviata, almeno a sentire gli abitanti), la cronaca di ieri, sabato 21 giugno, è stata alquanto disastrata.

In mattinata la navetta di un’agenzia di viaggi, partita da Rio Grande, percorre il viale Tirreno verso il mare con turisti e residenti a bordo. Fa una manovra maldestra e si scontra con la rotonda in corrispondenza con le prime vie di Principina, scardinando il cordolo perimetrale. «Forse l’autista era distratto», commenta qualcuno di passaggio andando al mare. Ma fin qui è una distrazione, che nulla ha a che vedere con lo stato di salute della frazione. Poco più avanti c’è però il secondo intoppo. Un pino - uno di quelli infestati dal parassita killer, il Matsucoccus feytaudi - ormai ha le ore contate. Per la verità è un bel po’ di tempo che i commercianti ne lamentano la pendenza. L’albero è paurosamente reclinato verso terra, al pari di molti altri pini che alla fine sono crollati nei viottoli sfiorando persone e cose. Nelle ultime ore l’albero si è messo a pendere più del solito, e scatta l’allarme. Nel viale Tirreno ecco i vigili del fuoco, che mettono in sicurezza e transennano l’area, di fronte al Minimarket e agli stranieri basiti.

«La pineta muore e gli interventi sono tardivi», scuotono la testa gli abitanti di Principina. «Noi lo dicevamo da tempo, nulla si è mossa e oggi ci troviamo di fronte a questo: la stagione è iniziata, arriva gente, crollano i pini, la situazione è drammatica, bisogna fare in fretta». Malumore è anche rispetto all’avanzamento dei lavori nel taglio della pineta. «I lavori non si fanno così, qua non c’è la minima cultura del bosco - tuonano alcune persone imbufalite - A parte il fatto che viene lasciata sporcizia da tutte le parti, colpisce il metodo: chi taglia lascia i ceppi dei pini. La sera non c’è illuminazione e le strade sono piene di buche. Chi passa con la bici rischia di farsi male». Ieri ha iniziato a riprendere corpo l’idea di una raccolta di firme. E persino di «una fiaccolata, un gesto eclatante per protestare su com’è ridotta la nostra Principina. E l’ora che le cose cambino una volta per tutte. Rivogliamo una frazione curata. E curata nel modo giusto».

Elisabetta Giorgi

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