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Un libro sulla tomba di don Pietro

Un libro sulla tomba di don Pietro

Il piccolo monumento in ceramica omaggia la sua memoria

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PORTO SANTO STEFANO. Gente comune e istituzioni. Tutti si stanno mobilitando per far sì che rimanga imperitura la memoria di monsignor Pietro Fanciulli, l’amatissimo sacerdote scomparso il 30 dicembre 2012 a 92 anni che dei parrocchiani ha curato non solo l’anima ma anche la mente con i suoi studi e le sue pubblicazioni sulla storia e le tradizioni del paese.

Già, la gente. Subito dopo la morte di don Pietro ha cominciato a fermare i nipoti dando loro offerte perché si facesse qualcosa per ricordare il parroco. E adesso quel “qualcosa” si è concretizzato in un monumento funebre collocato sulla tomba la cui concessione è stata pagata dal Comune per i meriti riconosciuti all’uomo di chiesa e di scienza. Si tratta di un libro in ceramica aperto realizzato dalla ditta Faleri marmi su una cui pagina campeggia una bella foto di Fanciulli e sull’altra una frase in latino a lui cara: “Vita mortuorum in memoria vivorum”, la vita dei morti in memoria dei vivi. Il piccolo ma significativo monumento funebre vuole rappresentare un modo per far sentire don Pietro ricordato dai compaesani e conosciuto dalle generazioni future che, magari, si ritroveranno a studiare su un suo testo. Ne sono consapevoli i nipoti che sottolineano come “la memoria di nostro zio vivrà per la generosità quanti si sono offerti spontaneamente a contribuire e che vogliamo ringraziare di cuore”. Intanto proseguono le prove statiche del pavimento dell’edificio di via XX settembre di proprietà comunale che dovrebbe ospitare il patrimonio librario (e non solo) che don Pietro ha voluto donare al Comune. Dovrebbe essere riprodotto lo studio casalingo del sacerdote con il mobilio portato da casa e tanti oggetti a cui era affezionato. E proprio perché vi devono essere riposti libri, riviste e riconoscimenti delicati e di gran pregio, è necessario che la stanza dia garanzie per la conservazione. Ci sarà bisogno, insomma, ancora di qualche tempo prima dell’accertamento dell'idoneità. Anche se, notano ancora i nipoti,"sarebbe bellissimo poter fare l'inaugurazione il 29 giugno, giorno in cui nostro zio festeggiava il compleanno, l’onomastico e l'anniversario dell'ordinazione sacerdotale».

Paola Tana

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