Attenzione
Transennato l’ex ospedale Niente soldi per il restauro
L’edificio cade a pezzi ma mancano le coperture per i progetti di recupero Chelliana e Garibaldi tra i palazzi che aspettano ancora di essere riaperti
GROSSETO. No, in via Saffi non stanno girando nessun film dell’orrore. Quel palazzaccio pieno di sudiciume, ratti, piccioni e impalcature è il vecchio ospedale. Un luogo storico dove sono nati migliaia di grossetani, dove ha studiato il premio nobel Robert Koch e dove, adesso, sono spuntate delle simpatiche transenne.
Ieri pomeriggio non siamo riusciti a parlare con chi di dovere in Comune. Ma forse di cose da dire non ce ne sarebbero state molte. Lasciato così per anni e anni, il palazzo sembra stare in piedi con il vento a favore. L'avvento delle transenne, dunque, non può stupire. Al primo piano è anche spuntato un alberello: con il tempo è cresciuto, divenuto bello robusto. Stesso discorso per i nidi dei piccioni, sempre più strutturati e accoglienti.
Ecco, forse l’aver “dimenticato” quello storico edificio a se stesso a qualcuno ha giovato. Di certo non alla città, al turismo, alla cultura. Tante le chiacchiere, zero i fatti. A poco più di tre mesi dal trionfo del 2006, l’allora candidato dell’Unione, Emilio Bonifazi, stila l’elenco dei luoghi da valorizzare. Tra questi, visti come una priorità da perseguire, c’è l’ex ospedale. Ma il tempo passa in fretta, i quattrini mancano e le parole le porta via il vento. Primavera 2011, Bonifazi cerca il bis e lo centra, seppur al ballottaggio. Primi cento giorni di mandato, conferenza stampa di rito: «L’idea di riqualificare l’edificio dell’ex ospedale di via Saffi è nata da alcuni anni. Pensiamo che una sede unica del Comune sia la soluzione ideale per questo edificio che necessita di un intervento urgente. Nel piano triennale delle opere pubbliche appena approvato, per la prima volta sono stati stanziati 300mila euro per i primi interventi: questo segna l’avvio di un lavoro che verrà sviluppato entro il 2016». Poi la crisi economica sempre più forte; i vincoli ai bilanci; le strettoie della revisione della spesa; Il nulla.
Oggi il problema, per l’ex ospedale, sono ancora una volta i quattrini: non c’è ombra di soldi da investire. O almeno così pare. E chi di dovere ha deciso di metterci una pezza con le transenne. Fino a quando sarà possibile andare avanti a queste condizioni non è dato saperlo. In passato c’era chi aveva accennato a fondi extra comunali (Regione, Stato, Europa) da acciuffare e chi aveva aperto all’ipotesi di affidare l’area a un privato cui demandare la riqualificazione. Ma non se n’è fatto nulla.
L’ex ospedale non è l’unico palazzo dimenticato dalla politica (o sfortunato, mettiamola così). A due passi dalla stazione c’è l’ex orfanotrofio Garibaldi: cade a pezzi già dal 1985. Oggi è transennato e nel marciapiedi che lo costeggia è cresciuta una bella erbetta. Cosa dire, poi, di palazzo Mensini, una volta sede della biblioteca Chelliana? Tra poco partiranno dei lavori dedicati a rimetterne a posto i solai. Ma non è possibile conoscere il progetto complessivo, né – soprattutto – quale sia la sua reale destinazione d’uso. Nell’elenco delle strutture fatiscenti ci sarebbe anche l’ex cinema Marraccini. Ma lì, almeno, la proprietà è privata.
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