Sicurezza
Sindaci tutti contrari alla centrale Gesto a Montenero d’Orcia
CASTEL DEL PIANO. Stupore, ma nemmeno più di tanto, dinieghi, preparazione di osservazioni, clima di guerra a Castel del Piano e Montenero d’Orcia. Ci sono tante sfaccettature nelle reazioni alla...
CASTEL DEL PIANO. Stupore, ma nemmeno più di tanto, dinieghi, preparazione di osservazioni, clima di guerra a Castel del Piano e Montenero d’Orcia. Ci sono tante sfaccettature nelle reazioni alla notizia che l’ipotesi di una centrale geotermica a Montenero d’Orcia è sempre più incombente, dopo che la società Gesto ha presentato istanza per la Valutazione di impatto ambientale.
Dopo che il sindaco di Castel del Piano, Claudio Franci, ieri ha annunciato di voler metter mano alle regole urbanistiche per impedire la costruzione dell’impianto, oggi arriva l’appoggio incondizionato del gruppo di maggioranza guidato da Alberto Coppi. E anche la minoranza della Per un comune di tutti alza i toni.
«È venuto fuori, purtroppo – dice il capogruppo Sandro Ginanneschi – quel che si temeva. Non siamo stati ufficialmente informati dal sindaco delle novità, ma mi aspetto che qualcuno si faccia vivo. Altrimenti faremo un’interrogazione. È il minimo».
«Lunedì mattina visionerò gli atti – dice il consigliere di minoranza Alessandra Vegni, di Montenero d’Orcia, esponente di spicco dell’agguerrito Comitato per la salvaguardia dell’Orcia inferiore – e lunedì sera parteciperò a una riunione organizzata dal Comitato. L’iter intrapreso dalla Gesto non è certo una sorpresa. Non siamo fra quelli che avevano creduto a chi diceva che potevamo dormire fra due guanciali. Dimostrazione, questa, che non ci eravamo mossi per futili motivi. Faremo una raccolta di memorie e presenteremo le nostre osservazioni entro i 60 giorni previsti. Abbiamo un avvocato, abbiamo sponsor che si sobbarcano le spese perché il territorio è il bene più prezioso che abbiamo e bisogna salvaguardarlo».
Con il Comune di Castel del Piano, nel cui territorio la Gesto chiede di impiantare la centrale geotermica a media entalpia, sono interessati anche i Comuni di Santa Fiora e di Arcidosso, perché l’impianto di produzione sarà collegato alla rete di Enel distribuzione tramite una nuova linea in media tensione di circa 15 chilometri. La linea sarà completamente interrata e realizzata lungo la viabilità esistente, che interessa, oltre Castel del Piano, anche Arcidosso e Santa Fiora.
Il neosindaco di Santa Fiora Federico Balocchi, però, non è in grado di rilasciare per ora nessuna dichiarazione. Mentre il sindaco di Arcidosso Jacopo Marini fa una serie di considerazioni: «Per la geotermia a Montenero si apre una questione di impatto paesaggistico in una zona di culture di pregio. Bisognerebbe regolamentare la materia geotermia come accade per l’eolico e il fotovoltaico e prevedere aree non idonee a questo tipo di sfruttamento. Esiste, però, in Regione, un tavolo dei comuni geotermici in cui si valuta l’impatto paesaggistico e che può essere un punto di riferimento forte».
Anche il sindaco di Cinigiano Romina Sani si dice preoccupata e informerà il consiglio, il 26 giugno, per decidere le azioni da fare. «Esprimo con forza la mia contrarietà alla realizzazione di un qualsiasi intervento di sfruttamento geotermico nell’area – spiega – e il mio appoggio a tutte le azioni politiche che il sindaco di Castel del Piano vorrà promuovere».
C’è da attendersi a breve le contromosse che potranno presentare i gruppi e gli enti portatori di interesse per evitare la presenza di un impianto geotermico accanto a un vigneto di Montecucco o a un Brunello di Montalcino.
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