Attenzione
Predazioni, il problema sarà discusso all’Unione
ROCCALBEGNA. Roccalbegna finalmente respira. Una boccata di ossigeno per la riapertura della strada provinciale 160 che ha portato grande soddisfazione alle istituzioni e alla comunità, tanto che...
ROCCALBEGNA. Roccalbegna finalmente respira. Una boccata di ossigeno per la riapertura della strada provinciale 160 che ha portato grande soddisfazione alle istituzioni e alla comunità, tanto che dopo il taglio del nastro di venerdì scorso, si è fatta pure una festa al bar La Rocca, di Sabrina e Simonetta.
Un sindaco visibilmente emozionato, con tanto di fascia tricolore per solennizzare l’evento, ha celebrato la fine di 5 mesi di isolamento. Il piccolo ponte sull’Armancione era finalmente libero e transitabile, non più inondato da tonnellate di terra franata e portata fin sopra le spallette, perché “tirata” dal torrente. Aperto, dalle 17 di venerdì 20 giugno a senso unico alternato, liberato grazie a un tour de force di Provincia e Consorzio di bonifica.
«Una grande vittoria – dice Simonetta del bar La Rocca –. Per 5 mesi siamo stati come chiusi in gabbia. Sabrina ed io siamo felici e non solo per il lavoro; questo è un bar di transito e se non passa gente si rischia grosso. Siamo felici anche per motivi personali. Noi abitiamo dall’altra parte del ponte, come devono attraversare l’Armancione anche i gestori della tabaccheria, della macelleria, degli alimentari e pure altri negozianti che come noi sono al settimo cielo. Perché passare dalla strada bianca sottostante il ponte, era un disastro. Tempi raddoppiati e grande usura per l’automobile. Addirittura bisognava andare a prenderci i rifornimenti con la nostra auto, perché i camion dei fornitori non arrivavano qui, in quanto non riuscivano a transitare per la strada sterrata».
Ieri, dopo il taglio del nastro, al bar di Simonetta è stato organizzato un rinfresco. «Lo abbiamo offerto di buon grado, perché ci pare di rivivere».
Anche Fabiana Fabbreschi, assessore di Roccalbegna non sta in sé dalla gioia: «Il sindaco Galli ed io – dice – non abbiamo abbandonato la frana nemmeno per un giorno. Quel ponte e i detriti che gonfiavano ora dopo ora li conoscevamo a memoria. Rivedere il cartello con su scritto “Roccalbegna” all’inizio del ponte mi ha fatto venire il groppo alla gola. Credo che in questo caso tutti gli attori abbiano lavorato bene e mi piangeva il cuore vedere le condizioni dei commercianti e non poter fare di più. Adesso dico la verità, mi pare una grandissima vittoria. Una strada, l’unica strada che ci collega alla montagna e al mare. Già transitano camion pesanti, pullman, oltre che le automobili. Roccalbegna è rinata a nuova vita nel segno del solstizio d’estate».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google