Il Tirreno

Grosseto

Palombaro e casette, si bonifica l’amianto

Per le due demolizioni in corso a Porto Santo Stefano e in Feniglia scattano i campionamenti

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MONTE ARGENTARIO. Due demolizioni importanti con diversi comuni denominatori caratterizzano questa estate all’Argentario.

I due smantellamenti sono quelli del ristorante il Palombaro all'inizio del lungomare di Santo Stefano e delle casette abusive in Feniglia per le quali si sta procedendo al terzo lotto dei quattro previsti in accordo con il Comune di Orbetello.

Ad accomunare i due interventi - entrambi voluti dall’amministrazione comunale che non ha esitato a mettersi contro una buona parte della popolazione - in primo luogo la presenza di amianto. Risaputa per ciò che concerne il tetto del Palombaro, tanto che il progetto originario prevedeva l’incarico a una ditta specializzata per il trattamento dei rifiuti pericolosi.

Ditta che ha già trasferito la copertura dell’edificio su palafitte in un sito alla Topaie, a due passi da Albinia.

Adesso, pezzo per pezzo (come per la Concordia, scherza qualcuno) si porterà via il manufatto ed entro il termine perentorio di trenta giorni si potrà fare il bagno alla Marinella.

Ma torniamo alle Topaie, perché sempre in quest’area verranno condotti alcuni materiali di risulta delle demolizioni del terzo lotto delle casette della Feniglia.

Il sospetto è che contengano, anche questi, tracce di amianto.

Si rendono dunque necessari campionamenti che confermino o smentiscano la presenza del materiale cancerogeno. Infine, un altro elemento comune: ancora in un magazzino nei pressi di Albinia verranno portati gli oggetti e le suppellettili varie rivenute all'interno del ristorante e delle casette.

I proprietari potranno andarli a ritirare nei posti che saranno di volta in volta indicati. Tutto questo sta comportando un allungamento dei tempi e, soprattutto, un aumento delle spese.

Basti pensare che per il solo campionamento degli scarti delle demolizioni in Feniglia sono stati stanziati 2.501 euro, fondamentali, comunque, per la tutela della salute pubblica. Ma quel che più conta per l'amministrazione Cerulli è portare a termine queste operazioni in cui hanno creduto sino a “sfidare” le proprietà nei ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, avendo sempre ragione.

Paola Tana

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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