Sicurezza
Geotermia, ricerche alle porte della città
La veronese Svolta ottiene il permesso per le prime indagini: «Se c’è acqua calda faremo un impianto mai visto in Italia»
GROSSETO. Lo sfruttamento geotermico sbarca nel comune di Grosseto che, grazie a una società privata, si candida a diventare il primo posto in Italia ad ospitare un tipo di impianto mai realizzato in alcuna parte dello Stivale.
La novità piomba in Maremma ad opera di una piccola ma intraprendente società veronese che si chiama Svolta srl. Dieci soci in tutto – tra cui un amministrativo, un fisico e due geologi esperti in geotermia – che hanno puntato gli occhi su Poggio Forte, a nord di Grosseto. Secondo Svolta là sotto, nel profondo delle viscere della terra, potrebbe esserci l’acqua calda. Una scoperta proverbialmente banale? C’è da credere di no.
Il 25 maggio scorso il settore Energia della direzione generale Politiche ambientali della Regione ha concesso a Svolta il permesso di ricerca nella zona di Poggio Forte; le ricerche dureranno quattro anni e partiranno nel giro di quattro mesi dal momento del rilascio. L’area interessata ha un raggio di 13 chilometri.
«All’inizio saranno comunque misurazioni superficiali – spiega Emilio Roggero della società Svolta – con degli elettrodi e l’uso di corrente elettrica per cercare bacini d’acqua calda. Pensiamo di trovare acqua a 85-90 gradi, quindi temperature molto basse che, per intenderci, non hanno niente a che vedere con la geotermia dell’Amiata ma che si possono sfruttare per impianti a bassa entalpia».
E, secondo quanto anticipa Roggero, la differenza con le centrali amiatine non sarebbe solo nelle temperature. L’impianto avrà un ciclo completamente sigillato: una volta pompata l’acqua ed estratto il calore, l’acqua sarà reimmessa nella roccia senza venire mai in contatto con l’atmosfera».
Un impianto completamente a emissioni zero che sarebbe il primo del genere in Italia e sarebbe realizzato sul modello di quello di Sauerlach, commissionato dalla municipalità di Monaco di Baviera alla Turboden di Brescia, della quale Svolta è consulente.
Le applicazioni ipotizzate per l’eventuale impianto di Poggio Forte sono tre: corrente elettrica, teleriscaldamento e uso in agricoltura.
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