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di Alfredo Faetti
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FOLLONICA. A volte la realtà è talmente strana che resta difficile accettarla per come appare. Un uomo, del resto, non può svanire in un bosco senza lasciar alcuna traccia. Ma proprio nulla,...

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FOLLONICA. A volte la realtà è talmente strana che resta difficile accettarla per come appare. Un uomo, del resto, non può svanire in un bosco senza lasciar alcuna traccia. Ma proprio nulla, nonostante giorni interminabili di ricerca e centinaia di uomini impegnati.

Un mistero, a cui la famiglia di Antonio Proia non vuole arrendersi. E allora di nuovo tra i sentieri, i fossi e i cespugli di quella macchia rigogliosa che se ne sta dietro il canile dell’Enpa, a Follonica. Di nuovo a caccia di un indizio, di qualunque dettaglio possa essere utile a dare un senso a una vicenda che di senso ne ha ben poco.

I figli dell’ex carabiniere hanno ripreso le ricerche in forma privata ieri e andranno avanti fino a domani, grazie all’Hbdd, Human Blood Detection Dog, unità cinofile per la ricerca di tracce ematiche e resti umani. Quelle ufficiali si sono interrotte mesi fa.

Proia del resto è scomparso in modo inspiegabile all’inizio del novembre scorso. Stava cercando funghi insieme alla sua famiglia; lui, 88 anni e impossibilitato a camminare veloce a causa di una malattia. Se ne stava con i figli, fino a quando non ha risposto al richiamo della moglie che era con loro. E da allora non si è più visto. Sparito in un rettangolo di bosco grande circa diciotto ettari, circondato da strade rurali che certo lo avrebbero riportato fuori dalla macchia. Invece nulla, ed è difficile pensare che si possa essere allontanato più di molto, data la malattia. Da quel giorno del carabiniere in congedo non si è saputo più nulla e invano centinaia di soccorritori e volontari lo hanno cercato in quel rettangolo e non solo. Non è venuto fuori neanche un indizio. O meglio, alla fine del 2013 è spuntato fuori un fazzoletto di stoffa, uguali a quelli comprati da Proia tempo prima, ma anche quell’indizio non ha portato i ricercatori da nessuna parte. Una mancanza di risultati che ha stranito da subito le varie forze che si sono impegnate per ritrovarlo, proprio perché l’area in questione è delimitata e perché l’uomo non poteva allontanarsi più di tanto da solo. Quindi le ricerche ripartono dal mistero più assoluto e andranno avanti fino a domani pomeriggio, accompagnate dalle unità cinofile che sono arrivate a Follonica per cercare di dare risposte a una famiglia che da mesi aspetta soltanto la risposta a una domanda: dov’è finito Antonio?

Intanto, gli uomini e le donne che hanno deciso di tornare a battere palmo a palmo la macchia, stanno cercando di rispondere proprio a quella domanda. Questa volta sono arrivati anche i cani che fiutano tracce organiche e che potrebbero dare un segnale. L’abbaio di uno di quei cani potrebbe segnare la svolta di un mistero che ancora non è stato risolto e che da mesi non fa dormire sonni tranquilli a una famiglia che in pochi minuti ha perso un padre e un marito, mentre cercava funghi nella macchia. Lì dove ora sono tornati a cercare l’anziano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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