Attenzione
In centro a piedi, ma soltanto nel fine settimana
A Grosseto limiti alle auto dal venerdì pomeriggio alla domenica, fuori le vetture di servizio di Comune e Provincia
GROSSETO. Tutti a piedi in centro storico nei fine settimana: c’è l’accordo. A breve il regolamento. Dopo un valzer d'incontri tra amministrazione, promotori e residenti filtrano le prime indiscrezioni. Sul risultato è attesa: smussati i toni di chi ha steso la mozione approvata in consiglio comunale. Smorzate le paure dei residenti: fuori dall’esagono le auto di servizio di Comune e Provincia, piazza della Palma libera, ma solo per tre giorni a settimana. I fornitori per il momento sono stati “graziati”. Ogni cambiamento sarà legato ai fine settimana: dal tardo pomeriggio di venerdì alla mezzanotte della domenica. Ecco tutto quel che bolle in pentola a pochi giorni dall’avvento del regolamento ufficiale.
Tutti fuori. È una di quelle idee che hanno trovato, fin da subito, meno resistenze (almeno fuori dal “palazzo”): le auto di servizio di Comune e Provincia sono destinate a essere sbattute fuori dall’esagono mediceo. C’è spazio nei parcheggi di piazza Nassiriya e via Oberdan, quasi sempre deserti. A due passi da piazza della Palma è rimandato lo “sfratto” dei mezzi legati alla Misericordia. Non cambia nulla per la finanza.
Tempistiche. La mozione approvata con 14 voti favorevoli (e un Pd spaccato) in consiglio era chiara: 25 giorni, poi via alla sperimentazione per tre mesi e mezzo. Ma la discussione con i tecnici comunali ha rosicchiato giorni preziosi e c’è da cambiare la segnaletica. «La soluzione più probabile – confida qualche bene informato – è partenza il pomeriggio di venerdì 11 luglio e sperimentazione per 100 giorni». Il regolamento va a colpire solo gli ultimi tre giorni della settimana: dal lunedì al venerdì pomeriggio non cambia nulla.
Bene i residenti. No, non saranno penalizzati oltremodo. Grazie al “sacrificio” delle auto di servizio di Comune e Provincia chi vive in centro storico rimedia spazi insperati. Una soluzione chiara sin da subito, ma finita nelle pieghe della polemica e ignorata da molti. Dal venerdì pomeriggio alla domenica il residente che possiede un’auto può continuare a sostare in gran parte di via Saffi. Il transito nelle viuzze interne non è precluso, così come la fermata. Ma accostarsi accanto a un palazzo e “dimenticare” lì l’auto non è più possibile. Non cambia nulla invece per chi possiede un garage. In alternativa i residenti possono parcheggiare (gratis) negli spazi blu appena fuori Mura.
Bretella destra. Dal venerdì pomeriggio alla domenica notte il circuito porta Corsica, piazza del Sale, ponte di via Saffi diviene off-limits per tutti. Né residenti, né non residenti possono transitare. Ovvio, resta ben salda la possibilità di concedere deroghe straordinarie. Ma da quelle parti sono ridimensionati i guai con veicoli che corrono a due passi da bambini e tavoli dei ristoranti. No residenti e fornitori. Chi non vive in centro ma vuole accedere comunque dentro Mura con l’auto qualche problema lo deve mettere in conto.
Accesso limitato. Nel circuito porta Corsica, porta Nuova, ponte di via Saffi: previsti limiti orari (ipotesi 8-11 e 15-17). Per i tempi d’ingresso dei fornitori non cambia nulla, ma solo per il momento. Il Comune attenderà le scadenze dei tagliandi rilasciati per correggere orari e regole. Scatta da subito, invece, il giro di vite per i ticket dei non residenti.
Piazza della Palma. Seppur con il fiatone, piazza della Palma alla fine ce la fa: è destinata a essere pedonale ma solo nei fine settimana, dal venerdì pomeriggio alla domenica notte. Lì ci sarà pure da dare un ritocco agli arredi, oggi vergognosi. Ma quell’area può divenire un punto di ritrovo formidabile: ci sono ottimi locali e grande spazio per manifestazioni ed eventi. Ora la palla passa a commercianti e associazioni di categoria che dovranno "inventarsi" qualcosa.
Altri nodi. Il “tutti a piedi” nei fine settimana è «Solo un passo nel percorso di rinascita del centro storico». Lo hanno detto più volte i pro sperimentazione e lo hanno chiesto a gran voce i residenti. Tanti i nodi da sciogliere e pochi i quattrini in cassa. Ma qualche soluzione il Comune deve metterla sul piatto. C’è lo scheletro dell’ex ospedale, transennato e ridotto a ricovero di gatti e piccioni; palazzo Mensini, di cui ancora in pochi hanno compreso la reale destinazione d’uso (intanto, però, viene aggiustato il tetto); le Mura, con lavori fatti a metà (scale Maiano, chi le ha viste?) e illuminazione pietosa. Nel rilancio del salotto buono – dicono in molti, residenti e commercianti in testa - dovrebbero trovare spazio anche arredi migliori, più sicurezza e facilità nell’organizzare eventi. «Facciamo un passo alla volta», dicono i firmatari della mozione.
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