Sicurezza
Provincia, addio tra le lacrime «Paghiamo noi per tutti»
GROSSETO. Capo basso, braccia conserte e occhiate nel vuoto. No, la sforbiciata alle Province – che poi tanto sforbiciata non è – non è stata presa bene dagli habitué di palazzo Aldobrandeschi. Ieri...
GROSSETO. Capo basso, braccia conserte e occhiate nel vuoto. No, la sforbiciata alle Province – che poi tanto sforbiciata non è – non è stata presa bene dagli habitué di palazzo Aldobrandeschi. Ieri pomeriggio l’ultima riunione di consiglio. Poi il rompete le righe. O meglio, la possibilità di rimanere a fare - gratis - il proprio lavoro. Ma rivisto nei modi, nei tempi, nelle risorse. «Paghiamo noi per tutti», bisbiglia qualcuno in sala. E c’è chi critica il «totale disinteresse della politica», accusata, anzi, d’aver mandato al macello un ente (più antico delle regioni) sull’onda del sentimento popolare. Altri arrivano a sfiorare la commozione: è il caso del presidente del consiglio provinciale, Sergio Martini. In aula assistono le massime autorità locali e spunta pure qualche politico di vecchio e nuovo corso: c’è l’ex segretario Pd, Roberto Panfi; e ci sono diversi sindaci (Castiglione della Pescaia, Scansano, Cinigiano, Santa Fiora, Monte Argentario, Manciano, Magliano). Tanti i lavori messi in cantiere dall’ente in questi ultimi anni e tante le cose avviate che dovranno essere comunque portate avanti. È il caso delle opere a difesa del litorale del golfo di Follonica: «Lì – dice l’assessore alle infrastrutture, Fernando Pianigiani - abbiamo già speso 5 milioni. La prossima settimana ci sarà il bando per altri 10». A luglio, annuncia, partiranno anche le gare d’appalto per la strada del Cipressino e per la nuova rotatoria destinata a sostituire il semaforo all’incrocio tra la strada delle Collacchie e quella della Trappola. La Provincia chiude il quinquennio con oltre 62milioni e 500mila euro investiti nella viabilità. Molte le emergenze affrontate a braccetto con la Protezione civile. Da quella migranti (2011) all’annus horribilis 2012: Concordia, emergenza neve, incendio, alluvione. Il nuovo ente sarà sano. E di questi tempi è già una notizia. «Vorrei vederne in giro di bilanci come il nostro» gongola Marras. Sì, perché quasi 17 milioni stanno per arrivare da Roma per decreto ingiuntivo. Un maxi credito accumulato da palazzo Aldobrandeschi tra il 1997 e il 2006. Il capo della giunta, dunque, chiude col botto. Incassa i complimenti di Sergio Martini e punta oltre. «Si chiude una fase, se ne apre un’altra». Marras ricorda d’essere stato l’ultimo presidente eletto «direttamente dal popolo» e confida: «Avrei preferito avere la verifica elettorale del mio operato». Poi un occhio al marchio Maremma: »Credo che la Provincia in questi anni abbia dato un grande contributo per la costruzione di un sentimento comune di forte identità territoriale. Ha preso sempre più corpo l'idea di un unico sistema economico e sociale: la Maremma Toscana. Questo è forse il risultato più grande, che dobbiamo difendere con convinzione, una preziosa eredità che lasciamo a chi verrà dopo di noi. Se ho deciso di rimanere, anche dopo il 24 di giugno, è per garantire questo passaggio, non per tenere il motore al minimo».
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