Attenzione
Morto Marco Nucci storico capitano della Castiglionese
Stroncato a soli 54 anni da una malattia incurabile Il calcio era la sua passione. Camera ardente all’obitorio
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Ha finito di correre sulla sua amata fascia sinistra Marco Nucci, uno dei capitani storici della Castiglionese, che si è spento ieri nel tardo pomeriggio stroncato da un cancro ai polmoni, ad appena 54 anni, all’ospedale di Grosseto. Una notizia che quando si è sparsa ha gettato nello sconforto l’intera comunità castiglionese.
Marco era infatti uno dei suoi figli più amati, un ragazzo benvoluto da tutti, con una famiglia splendida. Ricordare la vita di Marco è come raccontare mezzo secolo di storia di Castiglione. I Nucci, originari di San Quirico di Sorano, a Castiglione li conoscevano tutti. Babbo Leonardo, ma conosciuto come Nardo, scomparso due anni fa, aveva aperto la tabaccheria all’inizio di via Celso Camaiori, la salitina, e Marco insieme ai genitori prima, la mamma Lia e la sorella Anna, e poi con la moglie Manuela Raffaelli , i figli Simone e Viola, avevano continuato a lavorare in negozio. Una presenza costante quella di Marco, dal carattere mite e dal cuore d’oro, come solo un grande sportivo possiede.
Parlare di Marco è anche raccontare le gesta della Castiglionese calcio, la sua squadra. Dopo la trafila nelle giovanili la chiamata in prima squadra, diventandone con il passare degli anni capitano e uno dei giocatori con il più alto numero di presenze. Molto apprezzato dagli allenatori, da Raffaele Zambonelli a Filippo Andreatta, da Sergio Vannini a Duilio Travison, considerato quest’ultimo un secondo padre calcistico.
Personalmente ho dei ricordi indelebili di Marco, sia come uomo, che come calciatore. La mia carriera giornalistica, sulle pagine de “Il Tirreno”, è iniziata proprio nell’era del suo massimo splendore sportivo, lui instancabile difensore, tutto mancino. Tecnicamente ben dotato, era si un taciturno, ma in campo era anche uno di quelli che sapeva farsi rispettare e valere. Sempre. Pochi gol, ma tanti cross e abile nel gioco aereo, con quei ricci inconfondibili. Non potrò scordare la sua volontà di non mollare mai, come in una partita a Ponteginori nel campionato di Seconda categoria, nella parte finale della carriera nel 1993. Marco se la doveva vedere con uno dei forti degli attaccanti di casa, e l’arbitro si accorse che aveva un anello e lo fece uscire dal campo per toglierselo. Quell’anello di matrimonio però, non voleva saperne di togliersi e Marco fece di tutto per rientrare in gioco in pochi minuti. Alla fine la Castiglionese vinse per 2-1, anche grazie alla sua tenacia.
La salma di Marco è stata composta all’obitorio cittadino, i funerali probabilmente si terranno venerdì mattina. Ciao Marco, ciao capitano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google