Sicurezza
Crisi Eurovinil, cessione a blocchi
La proprietà non torna indietro sulla scadenza del 30 giugno. Se non arriva un compratore avanti con lo smembramento
GROSSETO. Un anno di proroga per trovare un imprenditore disponibile a rilevare l’Eurovinil. È questa la proposta fatta dai sindacati al tavolo convocato ieri al Ministero. L’azienda resta ferma sulle proprie posizioni: dal 30 marzo la società è stata messa in vendita e il 30 giugno è la data ultima fissata dalla Survitec per la vendita, anche “a pezzi” della fabbrica. Una soluzione, questa, che non piace ai sindacalisti (Cgil, Cisl e Uil)che ieri erano a Roma con le rsu, con l’assessore allo Sviluppo economico del Comune Emanuel Cerciello e il presidente del consiglio comunale e i rappresentanti della Regione.
Un anno di cassa integrazione, poi la mobilità per 78 su 102 dipendenti. Oggi nella sede di via Genova si svolgerà l’a l’assemblea dei lavoratori per decidere sulla firma dell’accordo sulla cassa integrazione. Ma è sul futuro dell’Eurovinil che si addensano le nubi.
La società proprietaria dello stabilimento, anche ieri durante l’incontro con i sindacati a Roma, ha parlato chiaro: se non ci saranno offerte da parte di imprenditori per rilevare la fabbrica così com’è, verranno prese in considerazione quelle che arriveranno dopo il 30 giugno anche per la vendita di sole porzioni dello stabilimento. Sia che si tratti di macchinari che di superfici. Seguendo questo ragionamento, quindi, pare certo che la produzione non ripartirà. «Quello su cui hanno insistito - spiega Fabiuo della Spora, segretario della Femca Cisl - è che non hanno alcuna intenzione di riprendere con la produzione delle tende, considerata dalla Survitec ormai antieconomica».
Un piano di dismissione, quello previsto dalla società che ad oggi non ha svelato quali e quante offerte sarebbero arrivate, che piace poco ai sindacati. «Abbiamo forti perplessità su questo tipo di soluzione - aggiunge della Spora - e soprattutto le abbiamo anche in ordine alla richiesta di mobilità per i dipendenti». Saranno 78 i lavoratori che tra un anno saranno in mobilità, mentre, una volta firmato l’accordo, si comincerà con la cassa integrazione a rotazione per 102 dipendenti.
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