Sicurezza
Principina, disastro Matsucoccus Al via l’abbattimento di 500 pini
Il Comune inizia la cura draconiana contro la micidiale cocciniglia: in un mese il paese cambierà volto Solo 300 alberi di varie specie saranno reimpiantati, mentre si cercherà di curarne e salvarne 400
PRINCIPINA A MARE. Si segnano le piante, si alzano i cestelli, rombano le motoseghe della ditta Cavalluccio. In un ampio tratto di pineta, a Principina Mare, ieri è iniziata la guerra. Nel mirino il parassita Matsucoccus Feytaudii. Già in serata via della Torpedine e via delle Arselle erano irriconoscibili. Qui più che altrove da 4 anni una cocciniglia proveniente dal Nord Africa aggredisce e uccide i pini marittimi. Prima li scorteccia, li secca, poi li fa cadere come tessere di un domino. Il Comune di Grosseto, dopo i crolli degli ultimi giorni, ha deciso di intervenire. Un piano programmato da tempo. Ambizioso e costoso.
Il problema – sia chiaro – ha risvolti continentali e non sarebbe corretto cercare per forza responsabilità a livello locale. «Intervenendo prima, ed era nostra intenzione farlo – spiega l’assessore Giuseppe Monaci – potevamo rallentare l’epidemia, ma non arrestarla. Purtroppo quando sulla nostra strada troviamo la soprintendenza - e la pineta ha un vincolo paesaggistico - i tempi si dilatano… Tuttavia comprendo l’amarezza e le critiche della gente. E proprio per questo motivo adesso che ci sono i soldi e tutti i via libera necessari abbiamo deciso di investire con convinzione nel progetto, che ha una grande valenza ambientale». Ma le polemiche e i dubbi di chi, a Principina, in queste vie ci trascorre le vacanze da 50 anni, restano immutati. Anche ieri l’assessore è stato tempestato di domande.
Il problema “mazzucocco” (come lo chiamano i pinottolai), rilevato per la prima volta in Maremma nel 2010, colpisce solo nella frazione balneare oltre 2mila alberi, ma il fenomeno, se non isolato e curato, rischia di diffondersi ancora. «La battaglia contro questa cocciniglia, peraltro – sono ancora parole di Monaci – è obbligatoria per legge dello Stato fin dal 1996, anche per i privati. Quindi noi daremo l’esempio, poi toccherà anche ai cittadini…».
Il progetto complessivo che si svilupperà nei prossimi mesi, dopo questo primo stralcio, prevede l’utilizzo di fondi regionali ottenuti tramite la Provincia. Si continuerà con l’abbattimento e la distruzione di 500 piante colpite dall’insetto nelle aree comunali a verde pubblico di Principina, lungo le principali arterie. Di pari passo sarà avviato un trattamento endoterapico preventivo su altri mille alberi. Infine verranno reimpiantate 300 essenze tra pini domestici (il 70%) e specie quercine come sughera, leccio e roverella, così da favorire l’incremento della biodiversità. Il costo complessivo dell’intervento, una volta concluso, sfiorerà i 200 mila euro.
«Fino a oggi – prosegue Monaci – l’unica cura che ha funzionato è stata la motosega, l’abbattimento, ma noi abbiamo scelto di sperimentare anche delle cure, in accordo con il Servizio fitoterapico regionale. Non solo. Da un lato andremo a ricostituire la pineta con nuove piante non attaccabili, dall'altro eseguiremo potature e pulizia del sottobosco. Un intervento per stralci».
Lo stralcio estivo – quello in corso (anche sui tempi non sono mancate osservazioni critiche..) – prevede 38mila euro di spesa interamente a carico del bilancio comunale. Circa 200 i pini tirati giù e smaltiti nei prossimi giorni; una cinquantina le potature; cento, invece le nuove specie arboree di dimensioni apprezzabili che verranno re-impiantate: 70 pini domestici, 10 lecci, 10 querce, 10 sughere, il tutto in coerenza con le proporzioni forestali naturali e tali da ricostituire una rinnovata struttura forestale ad alto fusto di tipo mediterraneo. Infine le cosiddette punture ricostituenti: in estate è previsto il trattamento su 400 piante non ancora secche, appena toccate dal parassita. I risultato conseguiti fino a oggi sono ritenuti incoraggianti.
«Avremmo voluto svolgere questo primo intervento in inverno ma per causa burocratiche e di bilancio non è stato possibile – conclude l’assessore Monaci – le polemiche e gli attacchi sono nel conto. Soprattutto da parte di chi è mosso da troppo amore e agli alberi finisce per fare più male che bene… Ma ci aspettiamo anche di fermare l’infestazione e di togliere molte delle piante che, attualmente, rappresentano un pericolo, appoggiate l’una sull’altra».
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