Il dolore
Il falco pescatore è tornato e ha messo su famiglia
Eccezionale nascita nella Diaccia Botrona: dopo 50 anni sono nati tre pulcini Sammuri: «Dopo un lungo lavoro abbiamo riportato il rapace in Maremma»
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. È tornato a nidificare spontaneamente in Maremma, nel padule della Diaccia Botrona, il falco pescatore. E sono appena nati tre piccoli falchetti, tutti belli sani e già attivissimi.Era dal 1969 che il falco pescatore, una delle specie praticamente estinte dalle nostre parti, non si faceva vedere e soprattutto decideva di procreare spontaneamente. Ieri, alla Casa Rossa Ximenes, Giampero Sammuri, presidente di Federparchi, ha raccontato come sia stato possibile, dopo quasi mezzo secolo, poterlo rivedere.«L’idea di riportare uno degli animali simbolo del padule in Maremma – dice Sammuri che del falco pescatore è un vero esperto – nacque una sera d’estate a Festambiente. Da lì iniziammo le ricerche, scoprendo che in altri paesi europei, Inghilterra, Andalusia, Finlandia, e soprattutto in Corsica, già esistevano zone in cui si tentava di reintrodurre l’animale. Proprio grazie alla stretta collaborazione con il presidente del parco naturale della Corsica Jean-Luc Chiappini (ucciso poi barbaramente in un attentato, ndc), siamo riusciti dal 2006 a far nidificare il falco pescatore in Maremma.
Un progetto seguito da Andrea Sforzi (direttore del Museo di Storia naturale di Grosseto, ndc) che nel corso degli anni ha portato i frutti di oggi. Qualche piccolo era già nato, e grazie ai gps/gsm installati sugli animali, li abbiamo potuti seguire negli spostamenti, qualcuno addirittura si è spinto fino al Nord Africa. Oggi però la notizia è che una coppia (un falco importato e uno selvatico) ha deciso di insediarsi in uno dei nostri nidi artificiali vicino all’isola Clodia, e sono nati tre piccoli, altro evento rarissimo».
Generalmente, infatti, l’assenza di cibo non permette a tutti i nascituri di sopravvivere: ma nella Diaccia Botrona il problema non esiste, anzi. «Abbiamo calcolato – dice Sammuri – che i genitori riescono a trovare il cibo, muggini in particolare, in appena un minuto e mezzo, ed è per questo che i tre falchetti sono vivi e speriamo che riescano a crescere tutti forti. Da quando, grazie anche alla Provincia, è partito il progetto, sono stati introdotti in Maremma 36 falchi. Per noi quella di oggi è una notizia eccezionale».
Parole d’elogio anche da Francesco Petretti, naturalista di Geo & geo, Leonardo Marras presidente della Provincia, Elena Nappi vicesindaco di Castiglione, Patrizia Siveri assessore provinciale all’ambiente, Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente, Lucia Venturi presidente del Parco regionale della Maremma.
La scoperta delle uova risale ad aprile nel corso dei monitoraggi realizzati dalla Provincia, in collaborazione con il gruppo ornitologico maremmano. In questi giorni il lieto evento: le uova si sono schiuse. Dalla Casa Rossa è possibile osservare con una videocamera il nido con i piccoli senza recare disturbo.
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