Finanza
Bonifiche, avanti con Ambiente
Il tavolo delle istituzioni conferma la fiducia nel progetto per la falda con le osservazioni dell’Arpat
SCARLINO. Prendere in seria considerazione le osservazioni presentate da Arpat, ma avanti con il progetto già approvato per la bonifica della falda. È questa in buona sostanza la rotta varata ieri durante il tavolo attorno al quale si sono seduti i soggetti coinvolti nelle bonifiche del Casone di Scarlino.
Una riunione fiume durata circa tre ore e mezzo, cercando di fare il punto della situazione e di capire come muoversi, visto che al momento, a distanza di diversi anni, nulla è cambiato. «L’attenzione all’ambiente è sempre massima e particolarmente lo è adesso che è tornato alla ribalta delle cronache il problema dell’inquinamento della falda», ha detto alla vigilia il sindaco Marcello Stella, centrando il punto. La contaminazione da arsenico della falda acquifera che giace sotto la piana scarlinese, caricata nel corso dei decenni passati da scarti industriali, è tornata nell’occhio del ciclone, spinta dagli ambientalisti che documenti alla mano hanno dimostrato che nulla è cambiato anche se già vent’anni fa si discuteva su come intervenire. Da qui è nata ed è partita la discussione di ieri, a cui hanno partecipato i responsabili Arpat, Asl, Provincia di Grosseto, Acquedotto del Fiora, il sindaco scarlinese Stella e la sua giunta.
Al centro del tavolo, il lavoro portato avanti fino ad oggi che non ha portato ad alcun risultato e il desiderio di tracciare una linea comune per sbloccare una volta per tutte il destino di questa falda contaminata. Di conseguenza, l’attenzione di tutti i partecipanti si è focalizzata sul progetto presentato dalla società Ambiente, già sottoposto in prima battuta alla conferenza dei servizi, che prevede una bonifica attraverso il “pump and treat” (pompa e tratta), una tecnica di ripulitura dell’acqua inquinata che sarà delimitata grazie a delle barriere che impediranno alla contaminazione di spostarsi ed espandersi. Ed è proprio questo il grande punto di rottura tra società Ambiente e gli ambientalisti. Secondo la società che ha proposto il progetto per le bonifiche, la concentrazione di arsenico nella falda acquifera non si è mai spostata in tutti questi anni, rimanendo circoscritta all’area del Casone, e il primo intervento quindi dovrebbe essere quello di costruire una barriera idraulica in modo che rimanga ferma. Secondo gli ambientalisti, invece, la contaminazione si estende fino al sottosuolo di Follonica e creare una barriera idraulica che circoscriva la piana industriale sarebbe del tutto inutile, dato che l’arsenico ha già sconfinato.
Questo l’argomento alla base del tavolo di ieri: il progetto. L’idea condivisa di tutti i partecipanti è quella di andare avanti su questa strada, visto che le idee di Ambiente piacciono alle istituzioni. Attenzione però a tener conto di tutti i pareri in campo, è stato ribadito sempre ieri a Scarlino. In questo senso, si è sottolineato l’importanza di tener in alta considerazione le osservazioni dell’Arpat sul progetto, così da poter arrivare alla fine della conferenza dei servizi senza più intoppi. Almeno, se i calcoli della società sono giusti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google