Il dolore
Principina, il pasticcio degli abusi edilizi
Opere non autorizzate al campeggio comunale: Sistema si autodenuncia e il Comune impone a se stesso le demolizioni
PRINCIPINA A MARE. Più che un campeggio, un labirinto burocratico con un colpo di scena dietro ogni angolo. L’ultimo, per il campeggio Principina di proprietà del Municipio grossetano a Principina a Mare, ha del paradossale: il Comune autodenuncia abusi edilizi nel proprio camping e ordina a se stesso di demolirli, non prima di aver consultato se stesso per un parere legale che esso stesso non ha mai prodotto.
Tutto inizia nel 2013 quando il campeggio, di proprietà dell’ex societàcomunale in house, Investia, passa a Sistema srl, la nuova società unica sempre a totale partecipazione del Municipio. Il presidente di Sistema, Gabriele Fusini, si ritrova tra le mani una struttura a dir poco bistrattata: dal 1979 si sono avvicendate cinque gestioni (Coop cmts, La lucente, Puma, Hidalgo e l’attuale Cavour) e tre proprietà (il Comune in modo diretto, poi Investia e quindi Sistema).
Ma, come si dice, il cane di tanti padroni morì di fame. E così il campeggio, in 30 anni e più, non è stato quel che si direbbe un esempio di buona gestione: al suo interno è spuntato un numero imprecisato di abusi edilizi, manufatti non autorizzati, cucine alle piazzole fuori ogni norma, in un luogo – va ricordato – sottoposto a ben due vincoli, paesaggistico e idraulico.
«La società Cavour ha più volte lamentato inadempienze da parte del Comune e denunciato la presenza di abusi edilizi, chiedendo e ottenendo nei primi anni una forte riduzione dell’affitto, che secondo l’offerta fatta dalla stessa Cavour, doveva essere di 465mila euro all’anno più Iva», spiega il presidente Fusini. «Quando il campeggio è passato a Sistema – prosegue – io sinceramente non me la sono sentita di fare sconti. È un bene pubblico, sono soldi pubblici».
Fusini dunque riprende in mano le carte e cerca di capire qual è la situazione urbanistica del campeggio. «Ho rilevato diverse difformità – spiega – e a quel punto è scoppiato il bubbone degli abusi».
A onor di cronaca i vigili urbani avevano già fatto controlli al camping fin dal 2006 (gestione Puma) e anche quella volta avevano trovato ricoveri e circa cento casette ad uso cucina non autorizzate in altrettante piazzole. Anche in quel caso il Comune ordinò le demolizioni ma tutto è rimasto come prima.
I “nuovi” abusi però sembrano più “leggeri”. «Un po’ è roba che si rimuove in giornata – spiega FuSini – un po’ sono opere sanabili e che intendiamo buttare giù e rifare con tutte le autorizzazioni. Altre invece vanno demolite e basta».
Nel frattempo però il Comune, nelle vesti della polizia municipale, aveva già fatto il sopralluogo al campeggio il 3 marzo 2014 e trasmesso il verbale al servizio edilizia privata dello stesso Comune. Il 28 aprile Sistema comunica all’archivio generale comunale l’intenzione di mettere in regola il campeggio, demolendo le baracche entro fine maggio e chiedendo le autorizzazioni per le cose sanabili. Il 6 giugno l’edilizia privata chiede alla Municipale di fare un sopralluogo «urgente» per vedere se le demolizioni siano state effettuate. Nel frattempo la stagione estiva è iniziata e la Cavour ha aperto la struttura.
Sennonché il 9 giugno Sistema comunica all’edilizia privata che non ha fatto le demolizioni. Quindi, dietrofront: i vigili comunicano all’edilizia privata che non c’è più bisogno di fare il sopralluogo. A quel punto, l’edilizia privata chiede un parere all’ufficio legale del Comune «in ragione del fatto che la struttura ricettiva è di proprietà comunale». Insomma, qualche imbarazzo sembra esserci. Ma l’ufficio legale non risponde (del resto tutti si esaurisce il 9 giugno) e non resta che tenere in conto quel che scrivono i vigili nel loro verbale, cioè che le opere abusive «risultano realizzate dal 1980 ad oggi» ed è «difficoltoso risalire a una datazione certa degli interventi» visti i tanti gestori che si sono succeduti.
E poi un passaggio che lascia sgomenti: «Sono state reperite anche pratiche edilizie a firma di tecnici incaricati dai gestori affittuari del campeggio – scrivono i vigili urbani nel loro verbale – richieste di sanatoria e verbali di consistenza redatti da tecnici dell’amministrazione comunale, ogni qualvolta subentrava nella gestione del campeggio un nuovo affittuario. Ma in nessun verbale di consistenza è riscontrata né mai verificata la legittimità delle strutture presenti».
Con questo quadro davanti, dunque, il servizio edilizia privata il 9 giugno ordina a Sistema di rimuovere e demolire entro 90 giorni le strutture abusive e di farlo «a proprie spese». A spese, cioè, di una società partecipata al 100 per cento dal Comune, ovvero con soldi dei contribuenti.
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