Il Tirreno

Grosseto

Lorenzo e Sara, un cuore che batte oltre la morte

di Paola Tana

I genitori dei fidanzati morti il 2 giugno hanno raccolto offerte per la Croce rossa I soldi serviranno a comprare un defibrillatore che potrà salvare molte vite

2 MINUTI DI LETTURA





CAPALBIO. Nel momento del dolore più grande della perdita di un figlio c’è chi si chiude in se stesso e chi apre il cuore agli altri perché non provino i loro stessi, strazianti, sentimenti. Una grande espressione di altruismo, in questi casi, è la donazione degli organi ma certamente non da meno è la strada che hanno scelto di percorrere i genitori di Lorenzo e Sara, i due giovanissimi fidanzati che hanno perso la vita due settimane fa in terribile incidente stradale, pochi chilometri dopo aver lasciato il centro abitato di Porto Ercole, di ritorno da una dellle tante serate di festa.

Non hanno voluto fiori i familiari di Lorenzo Cresini di Pescia Fiorentina e di Sara Timordidio di Porto Santo Stefano durante il funerale congiunto e partecipatissimo nel Duomo di Orbetello. Al posto di corone e composizioni floreali, Loredana e Stefano, babbo e mamma di Lorenzo e Nunzia, mamma di Sara il cui padre era deceduto anch’egli in un incidente stradale con l’amico Riccardo Ansideri, hanno chiesto offerte da devolvere al comitato locale della Croce Rossa di Capalbio, associazione nella quale Lorenzo prestava servizio come volontario.

E la gente ha risposto in massa a questo appello di inestimabile valore umano e subito dopo il rito funebre alla Cri capalbiese sono arrivati 1.572 euro. Quanto basta per acquistare un defibrillatore che porterà incisi i nomi della coppia ventunenne. Lorenzo non potrà più salire di corsa e con tanta voglia di fare del bene sulle ambulanze come ha fatto per l’ultima volta appena due giorni prima di morire. Ma al suo posto ci sarà quel prezioso apparecchio in grado di salvare la vita a giovani e adulti. Perché le disgrazie, come ha dimostrato quella capitata a Sara e Lorenzo e, ancora prima, al padre della sfortunata ragazza, non risparmiano nessuno. Commosso, nell’annunciare la donazione e il conseguente acquisto del defibrillatore, l’ispettore dei volontari della Croce Rossa di Capalbio, Luigi Trabucco. Lui che quella sezione di Borgo Carige l’ha fatta crescere fino a diventare una delle più importanti della provincia di Grosseto, proprio invogliando a prestare la loro opera ragazzi come Lorenzo, ancora non si capacita di quanto il destino sia stato crudele. Ma trova la forza per ringraziare questi genitori con la speranza che proprio nell’altruismo trovino la spinta per continuare a vivere. Non appena quel defibrillatore farà tornare a battere un cuore che sembrava fermato per sempre, si avrà la certezza che la morte di Lorenzo e Sara non è stata vana.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze