Attenzione
Eurovinil, tutti e 107 in cassa integrazione
La società ha tagliato la produzione di tende gonfiabili e ridotto quella di zattere: ora l’avvio dell’ammortizzatore sociale è questione di giorni
All’Eurovinil l'avvio della cassa integrazione è questione di giorni. E riguarderà tutti i 107 dipendenti, a rotazione.
Ieri mattina (lunedì), in azienda, c’è stata l’ennesima assemblea per votare la bozza di accordo sull'uso degli ammortizzatori. Dopo un breve percorso di limatura, il testo definitivo dovrebbe essere firmato nel corso di questa settimana. Si tratta giusto di mettere le virgole, poi i sindacati e i vertici dell'Ev (i sopravvissuti Ruggiero e Canapa) - a 75 giorni di distanza dall'annuncio dei licenziamenti - si accorderanno per dare inizio alla procedura di salvataggio dell’azienda. «Speriamo - dichiarano alcuni dipendenti - ma anche in questo momento ciò che più fa male è sapere che la nostra è una crisi indotta, non congiunturale, che dietro le scelte che ci riguardano c'è una strategia che prescinde dai margini di guadagno, dall'utilità di ciò che abbiamo sempre realizzato. Prodotti apprezzati e con un mercato ben preciso». Ed è vero. È proprio così. Anche per questo motivo, forse, prima di licenziare l'ipotesi di accordo su cassa integrazione e mobilità (che di fatto segna la fine dell'Eurovinil che conosciamo) si vuole attendere l'esito di un incontro in programma domani (mercoledì) al Ministero dello Sviluppo economico, a Roma. Nella capitale si cercherà di capire se ci sono vie di uscita alternative da una situazione che all'oggi appare decisamente compromessa.
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