Gioco
Balneari all’attacco «Ruspe antierosione fuori dai tempi»
Gli operatori economici dell’Osa: «I turisti se ne vanno» Il Wwf: «Per salvare le spiagge servono soluzioni durature»
ALBINIA. I tardivi lavori di ripascimento dell’arenile avrebbero ripercussioni negative sul turismo balneare. Fioccano le polemiche.
«Alcuni turisti se ne sono andati per questo», dice Bruno Nocera, presidente della società Voltoncino che gestisce 5 strutture turistiche nella zona dell’Osa. «I lavori di ripascimento – esordisce Nocera - dovevano iniziare a maggio e invece sono cominciati a metà giugno, in piena stagione».
Dove vengono svolti i lavori, ovviamente, vige il divieto di balneazione già da prima che iniziassero i lavori. Le zone interessate non possono essere fruite nemmeno come spiaggia. «I turisti - prosegue Nocera – sono disturbati dal rumore e anche dall’odore di gasolio: siamo molto preoccupati, devono fare oltre due chilometri di spiaggia, ci chiediamo quanto tempo impiegheranno». Non solo. «Pensavamo a un allungamento delle spiagge e invece ne è stato solo alzato il livello, non abbiamo acquistato un centimetro di arenile».
Le polemiche sul ripascimento arrivano anche dal Wwf, che ritiene che il problema dell’erosione diventerà sempre più drammatico.
Il Wwf esprime preoccupazione per la provenienza della sabbia usata per combattere l’erosione: «Portare via dal loro sito masse sabbiose creando buche poco al largo - dice Angelo Properzi del Wwf - provocherà smottamento delle sabbie sommerse prossime alla riva che andranno a colmare le buche fatte dalla draga».
Misure - dice Properzi - «frettolose per salvare la stagione degli stabilimenti balneari».
Secondo il Wwf, che esprime solidarietà agli stabilimenti, sarebbero proprio queste attività una causa dell’erosione, per l’abitudine di vagliare la sabbia con mezzi meccanici che hanno eliminato, col tempo, le radici e le piante che consolidavano le dune. L'erosione si combatte con soluzioni durature e su questo sono tutti d'accordo, ambientalisti e operatori del turismo.
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