Il Tirreno

Grosseto

Allevatori in crisi «Ci scontino l’Irap»

di Fiora Bonelli
Allevatori in crisi «Ci scontino l’Irap»

L’appello per compensare la tassa regionale con i danni «Ci chiedono i soldi ma non abbiamo indietro alcun aiuto»

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MAGLIANO. Compensare la spesa dell’Irap (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) con l’importo dei danni diretti e indiretti subiti dalle aziende, a causa degli attacchi dei predatori, poiché la decisione di un eventuale risarcimento tarda ad essere varato dalla Regione.

Ecco cosa chiede alla Regione Toscana un allevatore di Magliano, Federico Vinciarelli, imprenditore agricolo dell’azienda La Pieve, il cui allevamento da anni, ormai, sta subendo un’aggressione dietro l’altra.

Pecore, agnelli, addirittura un grosso montone sono stati dilaniati dai lupi o ibridi che siano. L’imprenditore ha subito un attacco anche pochi giorni fa: due pecore sgozzate che si vanno ad assommare alla lunga lista di ovini morti e dispersi dell’azienda.

«Una strage di cui non si vede all’orizzonte la possibilità di avere rimborsi; nemmeno le nostre associazioni ci dicono nulla», si lamenta Federico Vinciarelli. L’allevatore tiene il cartaceo di tutta la documentazione, perdite, analisi, smaltimenti. Una lunghissima lista chiusa in un faldone: «Fare due conti è facile, dice. Danni diretti e presunzione di quelli indiretti (aborti e perdita latte). E allora dato che la Regione non ci paga nulla e da noi invece vuole l’Irap e subito, io chiedo che si faccia una “compensazione».

Valutare i danni subiti e compensarci l’Irap. La proposta è seria e arriva dopo quella di Giacomo Francescelli di Monte Labro che ha dichiarato di non avere soldi per pagare le tasse e che dunque non le pagherà. Vinciarelli, invece, dice: «Io pagherò le tasse, ma perché la Regione a me non paga nulla? I danni al mio gregge non li ho provocati io. Ho messo in campo ogni accorgimento. Cani compresi. Mi ci vorrebbero altri due cani ma per mantenerli mi occorre il guadagno che mi portano 20 pecore. Credo che in certi casi il mangime per cani sia venduto con Iva ribassata. Per noi allevatori questa regola non vale. Noi dobbiamo pagare tutto per intero e subito. Io se non avessi diversificato l’azienda e dovessi campare solo con le pecore, non ce la farei. La soluzione predatori è lontana, forse impossibile», dice senza speranza Vinciarelli.

E anche altri allevatori sono ormai senza speranza: «Si è diminuita l’attenzione sul problema predatori – dicono in molti – e vorremmo sapere perché. La situazione ci appare tornata come era anni fa. Tutto tace e la questione sta diventando ingovernabile. Eppure le predazioni sono quotidiane e numerose. Perché non si parla più del famoso tavolo regionale? Ci sono forse buone notizie? O forse ci sono cattive notizie che non si lasciano trapelare?». «Purtroppo sembra di combattere coi mulini a vento – incalza Vinciarelli –. Dico a tutti che noi non riscuotiamo il 27. Il nostro stipendio è sottoposto a variabili molteplici. A scadenze rigorose. L’Irap è una di queste. Chiedo alla Regione di venirci incontro. Io produrrò tutti i documenti delle perdite subite, con bolli e controbolli. Li cedo in cambio della ricevuta Irap».

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