Sicurezza
«Il nuovo contratto con Sei non sarà più chiavi in mano»
GROSSETO. Sorpresa: il nuovo contratto tra il nuovo gestore del servizio rifiuti, cioè Sei Toscana, e la nuova controparte pubblica, l’Ato Toscana sud, non sarà più “chiavi in mano” ma restituirà ai...
GROSSETO. Sorpresa: il nuovo contratto tra il nuovo gestore del servizio rifiuti, cioè Sei Toscana, e la nuova controparte pubblica, l’Ato Toscana sud, non sarà più “chiavi in mano” ma restituirà ai Comuni i ricavi ottenuti vendendo le materie recuperate con la raccolta differenziata. E tutto il guadagno in più sarà stornato dalla bolletta.
La sorpresa la comunica Andrea Corti, direttore generale dell’Ato Toscana sud che anticipa al Tirreno alcuni contenuti del nuovo contratto di servizio.
«Il contratto – spiega Corti – è stato stipulato il 27 marzo e per il 2014 ha definito un costo del servizio di 98 milioni di euro per le tre province di Grosseto, Siena e Arezzo», l’ambito territoriale ottimale. Non si sa ancora, però, quanto costerà ad ogni comune perché questo dato è contenuto nel Pef, il piano economico e finanziario, che ancora non c’è.
«Siamo in attesa di sapere dalla Regione se compete definirlo all’Ato – spiega Corti – o se l’Ato deve solo presentare uno schema che poi sarà approvato dai vari consigli comunali. Ad ogni modo contiamo di ripartire i costi tra i vari territori entro il 30 giugno».
A parte la questione del Pef, che ha da venire, c’è un contratto già fatto che potrebbe preludere a quella rivoluzione che il Comitato beni comuni va chiedendo da anni: sfruttare la vendita delle materie recuperate dal porta a porta per coprire i costi e abbassare la bolletta.
«Nel 2014 – spiega Corti – il gestore (Sei Toscana, ndr) dovrà rendicontare i ricavi e stornarli. Non sarà più un contratto chiavi in mano come quello che c’era a Grosseto. Abbiamo solo garantito al gestore un costo di valorizzazione».
Prendiamo ad esempio il vetro che viene buttato nel mastello: gli utenti pagheranno a Sei il costo per raccoglierlo e per prepararlo ad essere reimmesso nel mercato come materia prima; Sei invece pagherà il trasporto dal vetraio.
«Lo scarto invece ritornerà nei nostri impianti – dice Corti – mentre prima veniva smaltito come rifiuto speciale. Anche questo farà risparmiare. Le rendicontazioni saranno su base comunale, per alcuni materiali anche mensili. E nella bolletta ci sarà un riequilibrio: se i ricavi faranno risparmiare, saranno restituiti i soldi agli utenti».
In teoria dovrebbe già funzionare così. «Il contratto oggi funziona già in regime transitorio», spiega Corti. Purtroppo, però, sarà difficile per i cittadini, ma anche per gli amministratori, poterlo consultare. «Per leggerlo si deve fare un accesso agli atti, previsto anche per i consiglieri comunali – spiega Corti –. Il contratto in sé sono 80 pagine ma questi dettagli sono contenuti in allegati solo cartacei e di migliaia di pagine, che si possono consultare ma non copiare».
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