Il Tirreno

Grosseto

Il Veliero pronto a riaprire e assumere

di Paola Villani
Il Veliero pronto a riaprire e assumere

Ghini (coop Aurelia): «Aspettiamo solo le risposte del Comune sull’interpretazione della legge regionale sul turismo»

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FOLLONICA. «Siamo pronti per aprire, aspettiamo solamente alcune risposte ufficiali dalla nuova amministrazione comunale». Il campeggio Veliero potrebbe riprendere l'attività entro pochi giorni, dopo tre stagioni di chiusura dovuta ad alcuni presunti illeciti che hanno trascinato la struttura ricettiva in un vortice di cause, avvocati e diatribe con il Comune del Golfo, che ha immesso il bene nel suo patrimonio.

Non solo: anche la società a cui era stata affidata la gestione della struttura ha dato problemi alla cooperativa proprietaria, che ha poi chiuso il contratto. Una triste pagina della storia follonichese, perché a prescindere dalle ragioni, la città ha vissuto più che altro le conseguenze di quella chiusura, meno posti di lavoro (se pur stagionali per la maggior parte), meno turisti e danni all'indotto economico cittadino. L'accordo con l'amministrazione (che ha chiuso definitivamente la vicenda legale) c'è già da alcuni mesi: il campeggio è tornato di proprietà della cooperativa Aurelia, ma i soci, prima di riaprire i battenti, hanno chiesto al Comune risposte ufficiali sull'interpretazione della legge regionale sul turismo, quelle stesse interpretazioni che hanno provocato negli anni scorsi le diatribe con la vecchia giunta.

In campagna elettorale i vertici della cooperativa hanno incontrato tutti i candidati, compreso l'attuale sindaco Andrea Benini, che aveva dato risposte positive. Ma non basta. «Abbiamo protocollato le stesse domande poste durante le varie riunioni delle scorse settimane in Comune, ora aspettiamo le risposte ufficiali – spiega Massimo Ghini, presidente della cooperativa Aurelia – Siamo pronti: abbiamo lavorato in fretta per garantire la ripresa dell'attività e non è stato semplice, le imprese hanno chiesto i pagamenti anticipati perché il Veliero non aveva dei trascorsi positivi. Abbiamo provveduto pure a questo, i contratti per le assunzioni sono stati fatti, abbiamo prenotazioni, anche se non abbiamo chiesto caparre proprio per evitare problemi nell'eventualità che non aprissimo».

In tutto saranno circa quaranta i dipendenti diretti e non che lavoreranno nella struttura: la cooperativa ha scelto tra i vari curriculum arrivati (più di 300), persone che abitano nel Golfo, proprio per dare un segno forte delle proprie intenzioni. «Ci pare corretto lavorare con la città, ecco perché chiediamo la collaborazione di tutti – continua Ghini – Nella fretta di fare tutto magari potremmo aver fatto qualche piccolo errore, anche se pensiamo di aver adempiuto a tutte le richieste burocratiche: vorremmo poter lavorare in sinergia con l'amministrazione, se c'è stata qualche dimenticanza ce la segnalino ma non vorremmo sentirci sotto osservazione perenne. E' chiaro, se le risposte dal Comune ci arriveranno a fine luglio allora rinunceremo a aprire: speriamo che tutto vada nel migliore dei modi».

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