Il dolore
«Fateci vedere Massimo Cinque giorni sono troppi»
GROSSETO. Cinque giorni senza poter rivedere il corpo di Massimo sono troppi. Cinque giorni tra la morte e il giorno dell’autopsia, senza la possibilità di dare anche una semplice carezza. «Fateci...
GROSSETO. Cinque giorni senza poter rivedere il corpo di Massimo sono troppi. Cinque giorni tra la morte e il giorno dell’autopsia, senza la possibilità di dare anche una semplice carezza. «Fateci vedere il nostro Massimo», chiedono la mamma e i fratelli del 46enne trovato senza vita giovedì pomeriggio in un’aiuola tra via Europa e via Lazio. Il sospetto è l’overdose, per questo motivo la Procura ha disposto l’autopsia, fissata per martedì mattina, e per questo motivo la polizia giudiziaria non consente che fino a quel momento la salma sia messa, anche se brevemente, a disposizione della famiglia.
La mamma e i fratelli di Massimo hanno rivolto per scritto, tramite l’avvocato Tania Amarugi, una richiesta urgente alla Procura affinché sia possibile dare alla salma l’ultimo saluto il prima possibile: anche altri parenti, anche gli amici vorrebbero far visita a Massimo, il cui corpo giace all’obitorio del Misericordia. «Nemmeno la mamma ha potuto vederlo - dice la sorella di Massimo - Ci hanno detto che tutti noi potremo farlo solamente prima dell’autopsia. Perché così tanto tempo prima dell’autopsia?».
Martedì mattina il dottor Matteo Benvenuti eseguirà l’esame chiesto dal sostituto procuratore Maria Navarro. L’esperto avrà sessanta giorni per depositare le sue conclusioni, stabilendo le cause del decesso. Potrà prelevare i liquidi biologici che riterrà utili agli accertamenti. Elementi che si affiancheranno alle indagini della squadra mobile, già dai primi minuti sulle tracce del fornitore della dose ritenuta fatale.
Poi la salma tornerà alla famiglia. «Non abbiamo ancora potuto programmare il funerale - spiega ancora la sorella - Abbiamo chiamato il cimitero di Sterpeto ma ci hanno detto di aspettare martedì perché è necessario il nulla osta della Procura. E quindi non abbiamo ancora potuto nemmeno organizzare quello».
(p.s.)
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