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Faenzi: i nostri gettoni per la diretta streaming

Faenzi: i nostri gettoni per la diretta streaming

SCARLINO. «Davvero, è importante che tutta la seduta del consiglio comunale venga registrata». Lo ha ripetuto diverse volte Monica Faenzi nel corso del primo consiglio comunale di Scarlino. Chiede...

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SCARLINO. «Davvero, è importante che tutta la seduta del consiglio comunale venga registrata». Lo ha ripetuto diverse volte Monica Faenzi nel corso del primo consiglio comunale di Scarlino. Chiede che l’assise sia registrata con una videocamera, chiede che la discussione sia trasmessa in diretta streaming, vuole poter ritrovare in futuro ogni singola parola detta in sala. Così alla fine Faenzi lancia la sua proposta: «Io e gli altri consiglieri del mio gruppo rinunciamo al gettone di presenza e chiediamo che con questi soldi l’amministrazione comunale acquisti il materiale necessario».

Era qualche anno che la deputata di Forza Italia non sedeva in un consiglio comunale come parte attiva. L’ultimo è stato a Castiglione della Pescaia, quando lei ne era il sindaco. E in quella sala, già nel 2010, le sedute venivano registrate con una videocamera, così come a Follonica, Massa Marittima e un po’ ovunque nei centri più grandi. A Scarlino però questa tecnologia ancora non è arrivata. «Guardate, davvero, è roba da due soldi» dice Faenzi durante la prima seduta. Chiede a più riprese durante gli interventi che venga acquistato dal Comune tutto il necessario per registrare i consigli. Ossia una video camera. «È importante che tutte le affermazioni fatte in questa sede restino a disposizione di tutti negli anni» continua, dicendo che il segretario non può riuscire a riportare a mano tutto quanto sui verbali, visto che viene chiamato anche ad altre mansioni durante il consiglio.

«Basta una telecamera e poco altro» dice Faenzi. «E poi dobbiamo introdurre la nuova tendenza lanciata dal Movimento Cinque Stelle, ovvero le dirette streaming per quei cittadini interessati che per lavoro o qualsiasi altro motivo non riescono a partecipare alle sedute». Questo il concetto di «trasparenza», come la chiama la deputata, da cui nasce la proposta del gruppo d’opposizione “Il coraggio di cambiare”. «Rinunceremo al gettone di presenza affinché questi soldi vengano investiti per l’acquisto del materiale necessario». Quella roba «da due soldi», su cui Faenzi non intende cedere di un millimetro. «È davvero importante: prego l’amministrazione di non convocare un nuovo consiglio finché non avrà provveduto a comprare la videocamera e tutto il resto». Così intanto è stata registrata la rinuncia al gettone (si tratta di circa 17 euro a seduta per ogni consigliere) e l’amministrazione ha preso atto della richiesta. Anche nella maggioranza comunque la proposta ha trovato breccia, tant’è che anche il consigliere dell’Italia dei Valori, già assessore, Paolo Rustici ha deciso di aderire all’iniziativa: «Credo che sia una buona idea: anch’io dunque decido di rinunciare al mio gettone di presenza per contribuire all’acquisto del materiale».

Alfredo Faetti

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