Attenzione
Comune condannato dal Tar
PORTO SANTO STEFANO. «Pagare al Comune 73.300 euro per sanare la costruzione di 14 box e 18 cantine a servizio di un complesso di abitazioni nella parte alta di Porto Santo Stefano? È un atto...
PORTO SANTO STEFANO. «Pagare al Comune 73.300 euro per sanare la costruzione di 14 box e 18 cantine a servizio di un complesso di abitazioni nella parte alta di Porto Santo Stefano? È un atto illegittimo e ci rifaremo nelle sedi opportune». Più o meno così devono aver pensato i soci della Cooperativa Edilizia Argentarina quando si sono visti recapitare l'ingiunzione al risarcimento del danno ambientale contenuta in una delibera di giunta del 2009 e hanno fatto ricorso al Tar che ha dato loro ragione, condannando il Comune non solo a non esigere la sanzione, ma a rifondere alla cooperativa le spese della controversia per 3mila euro più Iva. Tutto è iniziato quando la società ha chiesto all'Ente la verifica di compatibilità paesaggistica degli annessi e quest'ultimo ha comminato ai proprietari la multa, per l'esattezza, di 73.301,60 euro, facendo riferimento alla tabella approvata dall'ordine degli architetti. Tutto sbagliato per la coop, difesa di fronte al Tar dagli avvocati Marco Visconti e Francesco Usai, perché, proprio secondo la tabella, i costi delle costruzioni interrate sono nettamente inferiori rispetto a quelli degli appartamenti. Dunque vizio di eccesso di potere unito al vizio di incompetenza, perché il provvedimento doveva essere preso dal consiglio comunale e non dalla giunta. Queste le ragioni presentate al Tar dall'Edilizia Argentarina. Argomentazioni che il Tribunale ha accolto in pieno, condannando il Comune al pagamento di 3.000 euro.
Paola Tana
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