Sicurezza
Bonifiche della piana L’ad Tioxide paga la multa
Musso, indagato dal 2012, è stato prosciolto dopo l’oblazione di 8.867 euro Per il pm non avrebbe rispettato l’Aia sulla prevenzione dell’inquinamento
SCARLINO. Non avrebbe cementato i piezometri Pz1, Pz2 e Pz3 entro i 30 giorni dal rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale, piezometri che «potenzialmente possono mettere in comunicazione diverse falde». Non avrebbe realizzato i nuovi piezometri Pza e Pzb entro i 60 giorni dall’Aia. Non avrebbe attivato la procedura di bonifica dei bacini di decantazione in zona disposal e bacino 6 quater, bonifica necessaria per la presenza di ceneri di pirite, entro i 30 giorni dal rilascio dell’Aia. E, inoltre, non avrebbe ripresentato il piano di ripristino ambientale e fornito le procedure operative previste per i bacini di decantazione nei termini chiesti dall’Aia. Con questi capi di imputazione l’amministratore delegato di Huntsman Tioxide Valter Musso, 55 anni, lo scorso febbraio ha pagato una multa di 8.867 euro ed è stato dichiarato prosciolto per non doversi procedere, per fatti risalenti al 2012.
La sentenza del giudice di Grosseto Giovanni Muscogiuri è arrivata nei giorni in cui a Scarlino si apriva la conferenza dei servizi per la bonifica unitaria della falda nella piana. Musso, originario di Massa Marittima, era stato iscritto nel registro degli indagati il 18 ottobre 2012 in qualità di amministratore delegato del Casone. Il pm Laura D’Amelio gli contestava di non aver ottemperato ad alcune prescrizioni dell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale che la Provincia di Grosseto aveva rilasciato allo stabilimento nell’aprile 2012 (della durata di 8 anni) per permettergli di svolgere le sue attività, ovvero produzione di biossido di titanio (il Casone ne produce 80mila tonnellate all’anno) e discarica di rifiuti non pericolosi. Attività per le quali serve un’autorizzazione che stabilisce le misure da prendere per prevenire e ridurre l’inquinamento.
Il Casone, tra l’altro, si trova in un’area storicamente inquinata che, seppur interessata da bonifiche del suolo, deve ancora essere sottoposta a una bonifica unitaria della falda, contaminata da arsenico rilasciato dalle ceneri di pirite.
Tra gli accorgimenti chiesti dall’Aia alla Tioxide c’è, ad esempio, la bonifica di alcuni bacini di decantazione dove ci sono ceneri di pirite. Altra misura da rilevare è la tombatura di piezometri che l’Aia riconosce potenzialmente capaci di mettere in comunicazione diverse falde, cosa farebbe propagare l’inquinamento. All’udienza del 7 febbraio la difesa di Musso ha chiesto e ottenuto di pagare l’oblazione, oltre le spese processuali. Il reato è perciò estinto.
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