Lutto
La polizia come 007 Arriva la Spy pen «Servono sponsor»
GROSSETO. Il modello 007 arriva in questura con la Spy pen, una penna capace di registrare audio e video. Un sistema di sicurezza innovativo che è stato consegnato ieri mattina a cinque agenti della...
GROSSETO. Il modello 007 arriva in questura con la Spy pen, una penna capace di registrare audio e video. Un sistema di sicurezza innovativo che è stato consegnato ieri mattina a cinque agenti della questura iscritti al Sap. Grosseto è la prima città in Toscana nella quale debutta la Spy pen acquistata dal sindacato, che vorrebbe allargare la distribuzione a tutti gli iscritti del Sap. «In questo modo garantiamo non soltanto la nostra sicurezza - spiega Stefano Fabbrini, segretario provinciale del Sap - ma anche quella dei cittadini. Troppo spesso infatti ci troviamo con accuse addosso su fatti che non sono mai successi. Durante le operazioni, possiamo ora registrare quello che succede e avere quindi un riscontro reale dei fatti». Una prova, insomma, anche se le parole e le immagini che vengono riprese con la Spy pen non possono costituire elementi di prova in tribunale. «La penna non serve solo per la nostra, di sicurezze - aggiunge il segretario - ma anche per quella dei cittadini. Per questo chiediamo alle imprese che ci diano una mando ad acquistare le Spy pen, in modo tale che possono essere distribuite anche agli altri agenti». Un’esigenza vera, quella del Sap. Che coincide con la sperimentazione avviata dal ministero per dotare i poliziotti di una microcamera installata sulla divisa.
Le Spy pen hanno una memoria da 8 giga e costano dai trenta ai cinquanta euro ciascuna. Soldi che le questure non possono permettersi di pagare. «Per questo chiediamo l’intervento di qualche privato, di qualche sponsor - dice il segretario del Sap - così come è successo in altre città d’Italia». La coperta, per le forze dell’ordine è sempre più corta. In tutta la provincia, la polizia stradale ad esempio ha a disposizione soltanto quattro auto su quattro presidi. «Le altre sono a riparare da mesi - dice il sindacalista - e non si sa nemmeno se verranno sistemate o meno. Siamo costretti a lavorare in questo modo, senza risorse e senza le dotazioni necessarie». E con la tegola della chiusura degli uffici di polizia postale e della polizia nautica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
