Gioco
«Ci ha sconvolto la vita» Magrini sotto accusa
Stalking, parla la madre della donna che ha querelato l’ex mister del Gavorrano Un’amica riferisce di pedinamenti, sms, scampanellate: «Lui era gelosissimo»
GROSSETO. «Ci ha sconvolto la vita a tutti...». Potesse piangere, Grazia, 75 anni, lo farebbe. È in aula per testimoniare contro Lamberto Magrini, l’allenatore di calcio accusato di stalking nei confronti della figlia di Grazia, 45 anni. Era il 2010 e il mister di Magione era in Maremma per allenare il Gavorrano. Potesse farlo, dice che «il signor Magrini lo chiamerei in un altro modo, ma mi hanno detto che qui non si può fare...».
A distanza di un anno dalla prima udienza, è ancora la volta dell’accusa e per Magrini - presente anche ieri come presente era la sua presunta vittima, costituitasi parte civile con l’avvocato Marco Calò - non è ancora la volta di parlare. A distanza di un anno ha cambiato il difensore - ora c’è Franco Libori di Perugia - e passeranno ancora alcuni mesi (prossima udienza a ottobre) prima che sia il turno della difesa. Mamma Grazia ripercorre quei mesi di fine 2010-inizi 2011, quando il rapporto tra i due era finito. Parla di una telefonata anonima («dopo qualche tempo, allo stadio, riconobbi la voce in quella di Magrini») e di altre in cui il mister la pregava di fare gli auguri alla figlia «perché non aveva il cellulare». «Poi mi chiamò anche per parlarmi di una lettera anonima in cui si diceva che mia figlia era una poco di buono, che aveva amicizie pericolose. Lui mi diceva che l’amava e che voleva stare con lei». Ma quello descritto da Grazia è stato un periodo d’inferno: «La notte avevo gli incubi, dovevo curarmi con gli ansiolitici».
Scenario non dissimile quello ricostruito da Monica, un’amica d’infanzia della donna con cui Magrini aveva allacciato una relazione. Pedinamenti, telefonate, sms, persecuzioni, scampanellate: «Da quando avevamo conosciuto Magrini non abbiamo avuto più pace. Da gentile e premuroso diventò il nostro peggior nemico», dice in una deposizione con due interruzioni («mi sento male») tanto che il giudice Puliatti chiede se vuole sospendere. Ma Monica va avanti. E racconta di quanto fatto da lei e altri per non lasciare l’amica da sola, da dicembre 2010 quando lei aveva deciso di mettere la parola fine. «Ma si sono presi e lasciati più volte in seguito», precisa rispondendo alle domande dell’avvocato Libori, che la incalza a essere precisa su date, circostanze, atteggiamenti, omissioni nelle dichiarazioni testimoniali. «Ho riferito solo 5-6 episodi più salienti, altrimenti non si finiva più di verbalizzare». E Magrini sarebbe stato anche violento: «L’aveva schiaffeggiata, era gelosissimo». Conferme, insomma, delle parole pronunciate dalla vittima alla prima udienza.
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