Il Tirreno

Grosseto

«Un osservatorio sui rifiuti in ogni comune»

Gli ambientalisti mostrano le strategie per ridurre i costi. E Tei promette: oggi i dati sulla differenziata

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GROSSETO. Un osservatorio in ogni comune che garantisca vera partecipazione dei cittadini alle decisioni che riguardano la gestione dei rifiuti, per affrontare insieme e con trasparenza la sfida segnata dai nuovi obiettivi Ue di diminuire la produzione di spazzatura e aumentare le materie recuperate.

È la richiesta che il Comitato Beni comuni ha fatto mercoledì a conclusione dell’incontro pubblico “Da rifiuti a materie prime: come pagare meno tasse e avere più occupazione” che si è tenuto all’ex circoscrizione Pace. L’incontro ha dimostrato che l’impianto delle Strillaie, con poca spesa per macchinari che separano plastiche e metalli dai residui organici, può essere potenziato per ricevere più sostanze organiche da compostare e più materie raccolte col porta a porta da selezionare, recuperare, vendere, garantendo ai gestori piani finanziari positivi.

La dimostrazione è arrivata da chi queste “trasformazioni” le ha progettate e realizzate: Enzo Favoino, dal 1990 tecnico e ricercatore della Scuola agraria del Parco di Monzacentro di ricerca per lo sviluppo e il consolidamento delle pratiche di raccolta differenziata, tra i fondatori dell’European compost network. Con lui, Fabio Lucchesi, dell’associazione Ambiente e futuro che ha introdotto in Italia la strategia “Rifiuti zero”.

Favoino ha descritto le esperienze già realizzate da molti comuni (tra cui Reggio Emilia, Treviso, Parma, la Lucchesia toscana) dove con la chiusura degli inceneritori e la riconversione degli impianti in fabbriche dei materiali la bolletta della spazzatura è dimezzata.

Lucchesi ha sottolineato come i rifiuti debbano essere considerati una miniera di materie prime il cui recupero e riuso sono uno dei pilastri della strategie economiche comunitarie, in un continente povero di materie. Per questo il Comitato Beni comuni ha chiesto tutti i Comuni di istituire degli osservatori.

La richiesta è stata a tu per tu, dato che in platea, accanto a un nutrito pubblico di cittadini, c’erano anche diversi amministratori comunali da tutta la Provincia. Tra loro, l’ex assessore all’ambiente del Comune di Grosseto, oggi assessore all’educazione ambientale, Giancarlo Tei, chiamato in causa dagli ambientalisti nei giorni scorsi.

Il Comitato gli contesta, infatti, che il Comune non possiede i dati sulle quantità di materie recuperate dai due metodi di raccolta differenziata in vigore (cassonetto e porta a porta), dati che sono indispensabili a perfezionare un servizio ancora al palo (la differenziata è al 36%). Tei si è presentato con dei documenti dicendo che erano i dati ma, alla richiesta del Comitato di mostrarli, non li ha consegnati. «Erano le copie originali, non potevo lasciargliele», ha spiegato Tei al Tirreno, promettendo di rendere noti i dati oggi. (f.f.)

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