Sicurezza
Tutta la preistoria a portata di clic
Rivoluzione tecnologica nell’accesso al museo e al territorio
MANCIANO. «Aria di restyling nei musei mancianesi». L’assessore al turismo del Comune di Manciano, Giulio Detti, annuncia visite interattive e innovative all’interno dei musei del paese. «Ogni turista, al museo della preistoria – dice Detti – sarà dotato di un tablet attraverso cui navigherà il museo e seguendo il percorso di Qr code, puntando il dispositivo sulle vetrine accederà a dei contenuti multimediali e agli approfondimenti, inoltre, ci saranno delle mascotte animate e una ricostruzione 3D di una capanna preistorica».
Visite multimediali, dunque, che sembrano complicate a chi poco mastica la tecnologia ma che sono pane quotidiano per i cibernauti di oggi.
«Il museo offrirà tre livelli di visita – prosegue l’assessore – quello classico fatto con i tablet, quello per i bambini che avranno un percorso personalizzato con animazioni e quello per gli studiosi che potranno consultare approfondimenti e documenti anche su altri musei di preistoria in Italia».
Un progetto a cui l'amministrazione mancianese, e Detti in particolare, tengono molto, tanto da fare, a settembre, una conferenza con i principali musei di preistoria d’Italia.
Ma le novità non finiscono qui: anche all’interno del Cassero verrà creato un percorso di visita per valorizzare la torretta e il panorama di Manciano. «Il panorama è la vera attrattiva del nostro paese – prosegue Detti – ed è fondamentale per attirare flusso, soprattutto quello di passaggio. C’è tutto un progetto di valorizzazione di Manciano che cerca di farlo diventare un prodotto turistico appetibile.
Il progetto del museo di Manciano si colloca all’interno della progettualità provinciale della rete museale e «sta diventando – precisa Detti – un esperimento pilota di innovazione a livello regionale. L’assessorato alla cultura è diventato capofila provinciale elaborando anche un progetto di area che prevede la realizzazione di una mappa interattiva con Qr code da distribuire su tutti i musei maremmani».
«Un esempio concreto di come fare rete», conclude Detti.
Ivana Agostini
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