Sicurezza
Settant’anni fa a San Leopoldo la strage nazista di sei civili
MARINA DI GROSSETO. A settant’anni dalla strage di San Leopoldo oggi alle 17 il circolo Aics del Casotto dei Pescatori ricorda i sei civili trucidati dai nazisti il 12 giugno 1944 nelle campagne di...
MARINA DI GROSSETO. A settant’anni dalla strage di San Leopoldo oggi alle 17 il circolo Aics del Casotto dei Pescatori ricorda i sei civili trucidati dai nazisti il 12 giugno 1944 nelle campagne di Marina di Grosseto.
Quel giorno i militari tedeschi dovevano far saltare il ponte sulla fiumara di San Leopoldo. Alcuni fascisti dissero loro che al vicino casello idraulico c’erano anche partigiani e giovani renitenti alla leva. E fu una strage. Furono uccisi il custode del casello Fortunato Falzini, Olga Marchetti Lari, il figlio Giancarlo, Roma Madioni, Luigi Botarelli e il figlio 16enne Livio.
«Appena si sparse la voce della strage, abbandonammo i nostri animali nei campi e andammo a vedere», spiega Lino Lorenti, classe 1925, partigiano di Squartapaglia, all’epoca 25enne. La sua testimonianza è inedita.
«Nella tenuta di San Leopoldo – spiega Lorenti – c’era una guardia a cavallo con una lunga barba. Quando passò, i tedeschi volevano requisirglielo. Lui promise di darglielo più tardi e invece andò a casa e si tagliò la barba per non farsi riconoscere. Quando i tedeschi arrivarono a San Leopoldo e videro Luigi Botarelli, che gli somigliava, lo scambiarono per la guardia e lo ammazzarono, e dopo di lui gli altri». (f.f.)
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