Il Tirreno

Grosseto

«La mia ditta è fallita e non so perché»

di Fiora Bonelli
«La mia ditta è fallita e non so perché»

Mario Monaci di Castel del Piano da 10 anni combatte a suon di esposti: «Ho chiesto aiuto a Napolitano»

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CASTEL DEL PIANO. Nessuno tocchi la pratica numero 170-RE-2009 che contiene la dolorosa istoria di Mario Monaci di Castel del Piano, ex titolare dell’azienda Confezioni Mall, vicepresidente dell’associazione Diritti violati.

L’azienda fallì una decina di anni or sono, «ma non so ancora perché», dice Monaci, che in uno scenario complicatissimo che si muove nell’intricata ragnatela giudiziaria, in quella bancaria, nel mondo dei commercialisti e dei curatori fallimentari, non demorde e grida giustizia, convinto com’è che quella dichiarazione di fallimento abbia dei lati oscuri e che potrebbero essere svelati solo se si aprisse quel famigerato faldone contenente la sua pratica.

Lui non ci si rassegna che la storia della sua vita imprenditoriale sia sempre rimasta al palo e ha fatto ben cinque esposti perché qualcuno prenda a cuore la sua situazione e la pratica si sblocchi. «Vorrei solo che qualcuno l’analizzasse – dice – e invece mi si risponde così anche l’ultima volta: “Le comunico che il suo esposto del 13 giugno 2012 è stato esaminato dal relatore e dal presidente della prima commissione che ne hanno disposto l’unione alla pratica in oggetto». E la pratica è, appunto la 170-RE-2009.

«La mia ultima lettera-esposto – racconta Monaci – inviata al Csm e al Presidente Repubblica ripercorreva i fatti e chiedeva giustizia. Tutto quello che scrivo va a finire dentro quella pratica che nessuno, però apre mai. Ho segnalato la vicenda anche al presidente Napolitano il 16 giugno 2009, facendo riferimento all’esposto presentato nel 2008, il 16 dicembre. Mi si rispose che l’esposto sarebbe stato girato ai titolari dell’azione disciplinare. Una cosa è certa. I miei esposti fanno dei lunghi giri e poi finiscono sempre ad essere allegati alla pratica n.170-RE-2009».

I tempi della giustizia, poi, sono lunghissimi: «Si pensi – dice Monaci – che per una causa intentata contro una banca nel 2003 mi fu risposto, nel 2012, che quella a cui mi ero rivolto non era la sede di competenza di quell’azione legale. Ci vollero 9 anni per sapere che avrei dovuto ricominciare tutto da capo».

Ma quello che proprio non va giù a Monaci che in questa vicenda ci si sta massacrando materialmente e psicologicamente, è di non sapere il perché del fallimento. «Quante volte lo rivivo il momento in cui lo seppi – racconta –. Ero fuori sede a fare una vendita e mi telefonò il mio avvocato. Sei fallito, mi disse. Caddi dalle nuvole e fu una pugnalata. Neppure sapevo che avrei potuto oppormi e non lo feci. Poi tutto è precipitato. Addio all’azienda e ai 30 dipendenti, addio alla casa, addio a tutto. Ma perché nessuno mi risponde? Nessuno si vergogna di non aprire quella pratica e vedere cosa documenta un cittadino? Basterebbe questo. Ma non demordo e continuerò la mia lotta e se muoio la continueranno i miei familiari».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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