Il Tirreno

Grosseto

L’Italia non è un paese per noi extralarge

di Elisabetta Giorgi
L’Italia non è un paese per noi extralarge

Vivarelli Colonna (Confagricoltura) intrappolato in banca: «Peso 140 kg e per il sistema di sicurezza ero due persone»

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GROSSETO. «Intrappolato nel cilindro di controllo di accesso alla banca, dopo esserci entrato stringendo le spalle e rannicchiandomi come un topo, gli occhi sconcertati degli impiegati che non si spiegavano il perché, poi infine la liberazione».

Antonfrancesco Vivarelli Colonna, presidente provinciale di Confagricoltura a Grosseto, una stazza importante - 140 chili di peso - nel pomeriggio di ieri posta su Fb la sua disavventura: è rimasto per 5 minuti imprigionato nell’ingresso di sicurezza della Bnl, a Grosseto, perché il computer della banca - scrive - ha valutato la sua stazza «come quella di 2 persone», mandando in tilt il sistema.

E non è la prima volta che soffre le pene dell’inferno per via della corporatura robusta. «I seggiolini dei treni sono microscopici, nei cinema c’entro preciso preciso, nei bagni dei treni non ci vado perché rischio di non uscirne più. Ora - conclude il post - non sono certo un fuscello, ma l’Italia non è più un paese a misura d’uomo». Lo chiamiamo al telefono.

Vivarelli, è uno scherzo?

«Eh no (sorride). Il guaio è che, essendo un po’ sovrappeso, ho difficoltà a muovermi nel mondo. È successo oggi (ieri), che era un caldo soffocante. Ho fatto una trotterellata per il corso con il mio direttore. Poi ho fatto per entrare in banca e sono rimasto intrappolato. Sono entrato e pi-piii. Tutte le spie che si accendevano, eppure non avevo niente, boh. Sono rimasto lì dentro per un po’ e poi a un certo punto mi sono cominciato a preoccupare, per modo di dire, eh. Comunque non avevo niente, non poteva essere l’allarme. Di là in banca vedevo gli occhi pallati di quelli che mi guardavano come fossi uno strano essere proveniente da un altro pianeta. Alla fine sono uscito: ma cos’è successo? E loro, imbarazzati: il sistema l’ha valutata come due persone...».

Quanto tempo in tutto?

«Circa 5 minuti, tra l’altro ero già entrato e uscito due volte, la terza sono rimasto lì chiuso. Sia chiaro, niente di grave eh..»

Mai successo prima?

«In banca no, ma nella vita mi succede di tutto. Scherzi a parte, io ho veramente difficoltà a spostarmi nel mondo, nei cinema non c’entro, non posso andare a guardarmi un film in sala perché ci sto dritto come imbalsamato»

Ma lei non è mica obeso.

«Oddio, la ringrazio ma i miei 140 chili li peso tutti».

Quanto è alto?

«Un metro e 75. Poi sono un ex palestrato. A dire il vero ho un fisico un po’ deformato dallo sport»

Tanti muscoli, insomma.

«Facevo body building, nuoto, tanti sport»

Tra banche che intrappolano e cinema scomodi, alla fine lei conclude che l’Italia non è più un paese a misura d’uomo. Ne è convinto?

«Beh, sì. Perché sinceramente anche in treno non ci posso andare. Ora poi mi hanno anche levato l’intercity, andavo sempre a Roma, e le dico: i seggiolini sono microscopici, ci sto scomodo, poi guai a te se ti scappa la pipì: non entri in bagno. In America e in altri paesi non è mica così: là è più ampio, invece da noi è tutto piccolo. E anche in aereo non se ne parla: mi è successo che anche la cintura, quando volo, non c’arriva, alla fine ci vuole la prolunga, un imbarazzo... Sembra di essere dei mostri. Con mia figlia e mia moglie vado sempre allo Space, e nei seggiolini ci entro a pennello. Poi se mangio una vongola in più è la fine. Ma capisco che è un problema mio. Sono un po’ grosso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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