Sicurezza
«Il ponte delle paratie non aveva tenuta stagna»
GROSSETO. Il ponte 0 della Concordia non era a tenuta stagna. Lo dicono gli esperti del Tribunale in un altro passo della perizia. «Il "ponte delle paratie" - scrivono - non è considerato delimitante...
GROSSETO. Il ponte 0 della Concordia non era a tenuta stagna.
Lo dicono gli esperti del Tribunale in un altro passo della perizia. «Il "ponte delle paratie" - scrivono - non è considerato delimitante la falla in estensione verticale, pertanto esso può non essere stagno (...) Come d’altronde si riscontra sempre su navi di questo tipo, non era stagno, e ciò è perfettamente compatibile con il dettato della normativa. In sintesi: la nave Costa Concordia era stata progettata per resistere all'allagamento di due qualsiasi compartimenti stagni principali contigui; l'incidente occorso ha provocato uno squarcio in carena che ha prodotto sicuramente il completo allagamento di quattro compartimenti principali contigui oltre al doppiofondo di un quinto compartimento a questi adiacente; l'estensione dell'avaria avutasi era dunque tale che la nave non poteva in alcun modo garantire la sua sopravvivenza in termini di galleggiabilità e stabilità».
Pompe di evacuazione. I periti spiegano poi che anche se avessero potuto funzionare al meglio, le pompe di emergenza non avre bbero potuto mai e poi mai salvare la Concordia dall’affondamento: «Per quanto riguarda un ipotetico esaurimento dell’acqua di falla mediante pompe, vista l’ampiezza dell’allagamento, nessun mezzo sarebbe stato adeguato allo scopo».
Le memorie digitali. Tutto quanto ricavato da hard disk e altre apparecchiature informatiche prelevate a bordo della Concordia nel corso degli accessi di gennaio (il 23) e febbraio (il 27) scorsi non è utilizzabile. Per quanto riguarda l’hard disk del computer di plancia (Multipilot 1100), gli eventuali dati reperibili non vengono ritenuti utili perché già esaminati all’epoca del primo incarico; «per quanto riguarda la possibilità di recuperare dati dall’hard disk del suddetto computer il collegio peritale ritiene che l’operazione abbia assai scarse probabilità di successo, sia difficile e costosa».
C’era poi la memoria secondaria di tipo flash, montata all’interno di questo computer: «L’unica informazione estraibile - nota il collegio - è il file di configurazione in uso effettivo sulla nave, relativo al sistema di navigazione integrata. Il circuito stampato interno appare fortemente ossidato dall’acqua penetrata dall’involucro di plastica con i pin in basso isolamento a causa del copioso strato di ossido depositato e quindi risulta impossibile leggerne il contenuto».
Infine, c’era l’hard disk del computer prelevato dalla parte centrale della plancia della nave, lato destro: «Il collegio ritiene che a causa del pessimo stato di conservazione non sia possibile effettuare alcuna lettura dei dati in esso contenuti».
(p.s.)
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