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Concordia, Gabrielli: «Dal Giglio a Genova ripuliremo il mare anziché sporcarlo»

Concordia, Gabrielli: «Dal Giglio a Genova ripuliremo il mare anziché sporcarlo»

Il capo della protezione civile spiega che il tratto di mare interessato dalla rotta della Concordia verso Genova è inquinato per l’attraversamento delle petroliere. La replica di Enrico Rossi: "Ma che argomento è?" . E Legambiente "Dichiarazioni sconcertanti"

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ISOLA DEL GIGLIO. C'è un rapporto dell'Ente europeo per la sicurezza marittima nel quale si afferma che la rotta che dovrà percorrere la Concordia per raggiungere Genova è "tra le più problematiche" per quanto riguarda "gli sversamenti delle petroliere". E, dunque, "credo che più che sporcare puliremo un pezzo di mare non particolarmente pulito". Così il capo della Protezione civile Franco Gabrielli è tornato in un'intervista a Radio Capital - sulla scelta del porto di destinazione della nave naufragata al Giglio.

"Non escludo nulla - dice - perché trattandosi di rischi credo che debbano essere tenuti in considerazione. Dico solo che quando ci apprestavamo a fare il parbuckling il tono più soft era quello catastrofistico, e invece non è successo nulla. Dunque cerco di utilizzare il buon senso e invito tutti ad andarsi a prendere il rapporto dell'ente europeo per la sicurezza marittima. C'è un’immagine dell'Italia in cui le situazioni più critiche sono quelle dell'Adriatico, del mare a sud della Sicilia e del Tirreno tra la Corsica e l'isola di Capraia".

Una decisione definitiva sul porto comunque ancora non c'è. "Nella conferenza dei servizi di lunedì scorso - ha ribadito Gabrielli - tutte le amministrazioni si sono trovate d'accordo nel dire che il corposo materiale presentato da Costa aveva bisogno di approfondimenti". In ogni caso, "la complessità e la delicatezza di questa decisione non può essere legata al rispetto sacrale di una data anziché un'altra".

rossiokLA REPLICA DI ENRICO ROSSI. "Ma che argomento è dire che la rotta che dovrebbe percorrere la Concordia per andare a Genova è tra le più inquinate per gli sversamenti delle petroliere?". Non si fa attendere la risposta di Enrico Rossi alle dichiarazioni di Gabrielli a Radio Capital. "Affermare che il convoglio in transito potrebbe anche ripulire un po' quel tratto di mare - dice Rossi - ha quasi il sapore di una boutade. È proprio vero che in politica si può dire di tutto".

"Il principio di precauzione presente nella legislazione europea e quel buon senso che lo stesso Gabrielli invoca nella sua intervista – prosegue Rossi – suggeriscono allora scelte diverse: fare di tutto per tenersi lontano da quella rotta, a tutela dell'ambiente marino, dell'arcipelago, del santuario dei cetacei".

"Se a settembre – prosegue Rossi - il porto di Piombino, come previsto, sarà pronto non esiste alcuna ragione per rischiare cinque volte di più per trasportare la nave a Genova, che dista circa 200 miglia e richiede più di 5 giorni di navigazione. Una considerazione, come direbbe appunto il commissario Gabrielli, di puro buon senso".

"Qualora, invece, Piombino non fosse pronto, allora sarebbe giusto valutare scrupolosamente rischi e contromisure per trasportare a Genova il relitto al fine di evitare che non resti al Giglio per un altro anno. Però, lo ribadisco, non può essere la Costa a decidere su questa vicenda, con la motivazione che sostiene i costi dell'operazione. Lo Stato ha il dovere di far valere, sempre, le sue prerogative in materia di rispetto ambientale".

LA REPLICA DI GABRIELLI. "Stupiscono parecchio le polemiche strumentali" basate, "evidentemente, sulla carente documentazione di chi è intervenuto e, forse, anche sul fatto che non si è ascoltato per intero l'intervento". Così il Dipartimento della Protezione Civile replica a chi ha criticato l'intervista del prefetto Gabrielli a Radio Capital in cui ha sostenuto che il tratto di mare tra la Corsica e l'isola di Capraia è tra i più problematici per via degli sversamenti delle petroliere e, dunque, se la Concordia dovesse andare a Genova seguendo quella rotta, "credo che più che sporcare puliremo un pezzo di mare non particolarmente pulito". "Gabrielli - rileva il Dipartimento - che non è un politico, non ha inventato nulla ma semplicemente riferito quanto emerge dal rapporto quinquennale sull'oil spill "CleanSeaNet First Generation" dell'European Maritime Safety Agency (Emsa), fonte altamente qualificata, consultabile da tutti. Ed inoltre, non ha mai fatto riferimento al mare della Toscana, parlando invece di " 'un'immagine dell'Italia in cui le situazioni più critiche sono quelle dell'Adriatico, del mare a sud della Sicilia e del Tirreno tra la Corsica e l'isola di Capraia' ". "Chiediamo ad altri - conclude il Dipartimento - di documentarsi prima di dare patenti di inattendibilità".

LEGAMBIENTE. Le dichiarazioni del Capo della Protezione Civile Franco Gabrielli a Radio Capital, sono sconcertanti, dicono da Legambiente.

«Ricordiamo a Gabrielli – dice Umberto Mazzantini, responsabile Mare di Legambiente Toscana – che la Protezione Civile quegli inquinamenti dovrebbe contribuire a prevenirli, ancor prima che intervenire per ripulirli. Ci sembrano dichiarazioni poco meditate, forse frutto di un’accesa polemica con la Regione Toscana ed altre Amministrazioni pubbliche sul porto di destinazione del relitto della Costa Concordia, ma non si può dare definizioni simili di un tratto di mare che mantiene ancora una ricchissima biodiversità, nonostante sversamenti delle petroliere (peraltro in calo negli ultimi anni) e di altri episodi di pirateria ambientale puntualmente denunciati da Legambiente. Si tratta di un mare che, grazie alle sue bellezze, attira milioni di turisti e che proprio per questo un accordo tra Italia, Francia e Principato di Monaco ha deciso di tutelare con il Santuario internazionale dei Mammiferi Marini Pelagos e lo Stato Italiano con l’Istituzione di Parchi Nazionali a terra ed a Mare come quello dell’Arcipelago Toscano. Invitiamo tutti ad usare maggiore prudenza ed a pesare le parole. Soprattutto chi fa parte della classe dirigente di quello Stato che si è impegnato a tutelare il nostro mare con accordi internazionali e l’istituzione di Parchi nazionali ed aree marine protette».

L'ARPAT. «Le affermazioni del Prefetto Gabrielli sul mare della Toscana appaiono poco documentate»: così l'Arpat, l'Agenzia regionale di protezione ambientale della Toscana, riferendosi a quanto sostenuto da Gabrielli circa il trasferimento del relitto della Costa Concordia a Genova. «Non si può bollare il mare della Toscana come fra i più inquinati del Mediterraneo, si tratta di una affermazione destituita di fondamento e non corrispondente alla realtà. In nessuno dei punti di monitoraggio effettuati lungo tutta la costa della nostra regione da parte di Arpat nel 2013 gli idrocarburi sono sempre risultati al di sotto il limite di rilevabilità strumentale», sostiene Arpat ricordando che la stessa Agenzia «ha seguito dal gennaio 2012 le operazioni di travaso del combustibile e di recupero del relitto della Concordia con un costante monitoraggio delle acque ma anche di altre matrici ambientali, che si sono sempre attestati su valori accettabili». «La preoccupazione per la tutela del parco nazionale dell'arcipelago toscano e del santuario dei cetacei è sempre stata chiara per Arpa e - conclude la nota - nel merito del progetto di trasferimento del relitto della Costa Concordia dall'isola del Giglio, l'Agenzia sta esprimendo le sue considerazioni nella sede propria della Conferenza dei Servizi in corso di svolgimento».

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