Italia
«Ridatemi i 5mila euro» Bilella si rivolge al giudice
Droga a Potassa, il custode di Villa Adua non si è presentato ieri in Tribunale Il gip si è riservato la decisione sulla proroga delle indagini chiesta dalla Procura
GAVORRANO. Antonino Bilella chiede indietro cinquemila euro. Attraverso i suoi legali ha chiesto la restituzione della somma che gli fu a suo tempo sequestrata dalla Procura e che viene ritenuta in qualche modo connessa al ritrovamento della droga in un annesso vicino a Villa Adua, a Potassa di Gavorrano, come anche alla possibile fuga dopo il presunto omicidio di Francesca Benetti. Un ritrovamento che è costato al custode settantenne l'apertura di un secondo fascicolo quello appunto per la detenzione di quel chilo di hashish scoperto da un cane poliziotto in un secchio nascosto in un fienile. Di quella somma, consegnata dallo stesso Bilella, lo stesso indagato aveva dato una spiegazione nel corso dell'interrogatorio di garanzia: aveva raccontato che si trattava del residuo della vendita di un terreno in Sicilia, e la difesa ha acquisito il relativo contratto.
Tecnicamente parlando, gli avvocati Alessandro Bartolozzi e Riccardo Lottini hanno presentato appello contro l'ordinanza di rigetto della richiesta di revoca del sequestro preventivo della somma (ma i 5mila euro sono vincolati probatoriamente anche per l’omicidio). Lo hanno fatto contestualmente all'udienza di ieri in camera di consiglio nella quale si discuteva se concedere o no la proroga delle indagini per altri sei mesi: una richiesta cui i difensori si sono opposti, argomentando l'insussistenza degli indizi a carico di Bilella (che non era presente all'udienza, così come nessun pm). Secondo i legali (nel collegio c'è anche Carnicelli) non è dato sapere per quale motivo le indagini sui 24 ovuli e i 7 panetti debbano continuare, dal momento che dagli accertamenti non sono emersi elementi a carico di Bilella, come le impronte digitali (che ci sono ma non appartengono al custode), e tenuto conto del fatto che si tratta di un luogo aperto al passaggio di più persone, un buon nascondiglio insomma per chi abbia necessità di custodire sostanze stupefacenti. Da parte sua, nella richiesta di proroga la Procura della repubblica fa riferimento a una relazione del Ris dei carabinieri, depositata poco prima dell'udienza ma in realtà depositata il 13 marzo scorso. In quella relazione, si indica tra l'altro la percentuale di principio attivo (il Thc) contenuto nell'hashish. Un argomento che la difesa ritiene non idoneo per giustificare un supplemento di indagini.
Il giudice per le indagini preliminari Valeria Montesarchio, che ha tenuto udienza in camera di consiglio per pochi minuti, si è riservata la decisione.
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