Il Tirreno

Grosseto

Bocciati i pronto soccorso, chirurgia e gestione al top

di Alfredo Faetti
Bocciati i pronto soccorso, chirurgia e gestione al top

Nel rapporto sulle performance dell’azienda ok anche sui tempi d’attesa, non bene invece i servizi per le neo mamme e la cura di diabete e polmonite

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GROSSETO. In Maremma ci sono molte persone anziane e territori sconfinati. Ci sono presidi ospedalieri con medici qualificati, che però non portano avanti una giusta campagna di prevenzione su alcune patologie, dalla polmonite al diabete. Ma soprattutto c’è un sovraffollamento nei pronto soccorso. È la fotografia dell’Asl 9 fatta dal Mes e relativa alle performance dei servizi nel 2013, che a seconda dalla prospettiva può essere buona o meno buona. Seguendo alcuni indicatori, infatti, si vede come l’azienda sanitaria grossetana abbia migliorato i propri standard in termini di tempi d’attesa, cure assistenziali e a domicilio e screening mammografici. Al contrario, le percentuali crollano di fronte alla prevenzione e ai servizi offerti per i neonati.

Caos pronto soccorso. Partiamo dal basso, ossia da quei settori in cui l’Asl 9 registra i dati peggiori di tutta la Toscana. Su tutti, spicca il rapporto con i pronto soccorso, troppo assediati secondo i parametri della Regione. Sono due gli indicatori che sanciscono questo giudizio: il primo è il rapporto tra gli accessi ai Ps e il numero degli abitanti del territorio, il secondo sono gli accessi ripetuti nel giro di 72 ore. Stando a quanto riporta il Mes, almeno il 7 per cento dei pazienti torna al pronto soccorso dopo esserci stato nei tre giorni precedenti. Un sistema che va rivisto, secondo Firenze, nella sua organizzazione attraverso politiche sanitarie.

Mamme poco contente. Altro tasto dolente sono i servizi rivolti alle neo mamme, pre e post parto. «Quanto si ritiene soddisfatta dell’assistenza sanitaria ricevuta?» è la domanda rivolta alle intervistate. «Scarso» è la risposta che il Mes accosta all’azienda grossetana.

Polmonite e diabete. Gli indicatori anche qui sono i peggiori in Toscana. Parliamo di polmonite, «malattia acuta gravata da una mortalità non trascurabile», come dice la Regione. In Maremma viene fatta poca prevenzione per aggredire in anticipo la patologia e quindi si fa ricorso a molte ospedalizzazioni. Guardando i numeri, su questo tema, l’Asl 9 stacca di trenta punti percentuali la penultima in classifica, Firenze.

Il diabete poi è ancora più particolare come caso. A riguardo, viene fatta una «buona» prevenzione, spiega il Mes, ma è troppo alto il numero di amputazioni del piede, che invece potrebbero essere evitate - rimprovera la Regione all’azienda grossetana - attraverso un’assistenza più puntuale sul paziente.

C’è anche il caso dello scompenso cardiaco, in riferimento alle analisi che possono prevenire questa patologia: misurazione di creatina, potassio e sodio da una parte e terapia con Aceinibitore dall’altra. Qui la cosa interessante è che il dato peggiora nel trend: rispetto al 2011 è sceso del 7 per cento. Significa che prima ne venivano fatte molte di più di queste analisi.

Aspetti territoriali. Ci sono altri due settori in cui l’Asl 9 ha i dati peggiori, ma in questo caso forse non per colpa sua. Il primo riguarda i tempi che intercorrono tra la chiamata e l’arrivo sul posto del primo mezzo di soccorso, l’ambulanza. Si parla di 23 minuti, ma è chiaro che qui giocano le grandi distanze che separano i vari centri in Maremma. L’altro è l’indice di compensazione, legato a quei pazienti che decidono di spostarsi in altre regioni per avere le cure necessarie. E anche qui gioca il fatto di confinare con il Lazio, e Roma con le sue strutture sanitarie d’eccellenza è vicina, mentre molte altre province non hanno contatti con altre realtà.

Gestione che migliora. Saltiamo a pie’ pari nelle buone notizie, quelle per cui l’Asl 9 batte tutte le colleghe toscane. Bene i servizi, il rapporto con il paziente, i conti di gestione, i tempi di attesa. Bene, ma non benissimo visto che altre aziende hanno indicatori ben più alti, i servizi domiciliari, la capacità di governo della domanda e il giudizio sui medici. Un miglioramento notevole rispetto agli ultimi anni, che vede un rapporto più efficace tra l’azienda e il territorio. Ma anche più attento: basta dire che a Grosseto c’è l’Asl che prescrive il minor numero di antidepressivi di tutta la Toscana, considerato un traguardo importante dalla Regione.

Chirurgia. È il fiore all’occhiello. Guardandolo sotto tutte le categorie, dai risultati all’innovazione fino alle specializzazioni, la chirurgia è il punto di forza dell’Asl grossetana secondo il Mes. Gli indicatori oscillano tra il «buono» e «l’ottimo», con picchi di assoluto miglioramento rispetto agli anni passati. Prendiamo le visite chirurgiche prenotate entro 15 giorni, ossia la risposta più immediata data al paziente: qui la percentuale è aumentata del 14 per cento. Tradotto: le visite, e le risposte, sono ben di più rispetto al passato.

Giudizio sui pazienti. La sanità è un dare-avere. Per questo anche il cittadino comune può fare la sua parte attraverso le donazioni e la Maremma è una moneta a due facce, perché se da una parte si registra un aumento dei donatori di sangue rispetto al passato, dall’altra c’è un calo di donatori di organi, scesi del 15 per cento negli ultimi tre anni. Ma anche qui la Regione chiede un impegno aggiuntivo all’Asl 9, affinché sensibilizzi e stimoli la popolazione a riguardo.

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©RIPRODUZIONE RISERVATA

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